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CURIOSITÀ 18 GIUGNO 2021

Drago d’acqua abbandonato al parco: la storia a lieto fine

Passeggiare in un parco e ritrovarsi davanti un esemplare di drago d’acqua cinese abbandonato da qualcuno che si era stancato di averlo. Quante volte si desidera di possedere un animale e poi, una volta presa la responsabilità, ci si rende conto delle difficoltà da affrontare per mantenerlo o saperlo gestire? Soprattutto se si tratta di animali esotici è bene ponderare bene la propria scelta, altrimenti chi ne paga le conseguenze è proprio il piccolo, o grande, amico. Proprio come è successo al protagonista di questa storia, che per fortuna ha avuto un lieto fine.

Drago d’acqua abbandonato: una disavventura a lieto fine

Il drago d’acqua cinese, o fignito, è un animale originario della Tailandia, dell’Indocina e parte della Cina. Il suo nome scientifico è “Physignatus cocincinus” ed è particolarmente attivo di giorno, passando gran parte del tempo sugli alberi delle foreste asiatiche. Da adulto, il drago cinese è in grado di raggiungere i 60-90 centimetri di lunghezza e, se si sente minacciato, per sfuggire al pericolo si butta in acqua. L’animale, infatti, è un gran nuotatore e predilige vivere vicino a laghi e fiumi. Forse è per questo che il suo proprietario, incapace o stanco di accudirlo, ha deciso di abbandonarlo nella “Casa dei giganti” del parco Natura viva di Bussolengo, in provincia di Verona. Qui, infatti, vivono varani, testuggini delle Seychelles, draghi di Komodo e, probabilmente, l’ignoto proprietario avrà pensato di agire nel giusto. Ma non è così. In Italia, l’abbandono di animali è un reato e si sta lavorando per inserire la tutela dell’ambiente e degli animali anche nella Costituzione. Ma non è tutto: abbandonando un animale “alieno” non si considera l’impatto che questo può avere su un ecosistema che non è il suo. Nel nostro Pease, il drago cinese è una specie in libera vendita e, solitamente, gli amanti dei rettili li conservano in teche o terrari. Lasciarli in habitat diversi può provocare la morte degli individui o stessi o alterare l’ecosistema con l’annientamento di altre specie autoctone.

Drago d’acqua abbandonato: spaventato ma salvo

Per fortuna, a salvare il drago d’acqua abbandonato ci hanno pensato gli esperti del parco Natura Viva: “Nonostante la paura era in buone condizioni – ha raccontato Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del parco – e si trovava in una zona esattamente al di sotto della passerella dei visitatori, nei pressi della quale crediamo sia stato abbandonato. Con le segnalazioni alle autorità abbiamo avviato anche la procedura veterinaria che nel caso dell’arrivo di ogni individuo dall’esterno, prevede isolamento e quarantena. Noi non possiamo sapere in che condizioni igienico-sanitarie sia stato tenuto e dobbiamo prevenire il caso che possa diventare veicolo di malattie per i nostri animali»

Le forze dell’ordine hanno anche a disposizione le riprese delle telecamere di sorveglianza per poter rintracciare il proprietario dell’animale.

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