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Entro pochi anni avremo due internet separate. La profezia degli esperti

28 SETTEMBRE 2018

Secondo Eric Schmidt, ex amministratore delegato di Google, nel 2028 il nuovo internet verrà affidato da una parte, come era prevedibile, agli Stati Uniti, e dall’altra alla sempre più potente Cina. La Cina secondo Schmidt oltre alla sempre maggiore crescita tecnologica, assumerà grazie al fenomeno della globalizzazione, un ruolo chiave nella fornitura di prodotti e servizi. Il rovescio della medaglia potrebbe essere tuttavia rappresentato da una nuova gestione coadiuvata dal governo, basata su forme di controllo e censura molto forti. Due internet diverse quindi, differenti di base nella loro diversa forma di gestione, con regole e valori contrastanti. Google dal canto suo ha deciso di adottare una politica atta a non schierarsi e soprattutto a non perdere nessuno dei due mercati, tramite l’utilizzo del progetto segreto Dragonfly che mira a costruire un motore di ricerca censurato per soddisfare le esigenze cinesi. Il tutto è stato confermato dal nuovo Chief Privacy Officer di Google, Keith Enright, di fronte alla Commissione Commercio, Energia e Trasporti del Senato USA senza però scendere nei dettagli. Questo nuovo motore di ricerca, secondo recenti rumors ed in linea con il Great Firewall cinese, avrebbe già bloccato siti e parole chiave relativi a diritti umani, democrazia e religione. La situazione ha già causato allarmismo tra ben sei senatori statunitensi che nel mese di agosto avevano inviato una lettera a Mountain View per chiedere chiarimenti, ed anche tra i dipendenti Google, più di 1000 dei quali hanno già firmato una lettera di protesta chiedendo maggiore trasparenza e criticando l’eticità del progetto. La multinazionale assicura tuttavia che le sue ricerche sino ad oggi sono state meramente esplorative e che non intende far partire il tutto nel prossimo futuro. Tuttavia, i dubbi rimangono e ad esempio lo scienziato Jack Poulson ha già inviato una lettera al Senato americano chiedendo di sottoporre a Enright le preoccupazioni espresse da 14 organizzazioni per i diritti umani.

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