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Europa e ambiente, le battaglie di quelli "Nati dopo l'89"

08 NOVEMBRE 2019

Roma, 8 nov. (askanews) - Il volto scelto per la locandina della mostra-reportage "Nati dopo l 89" è quello di Hannah, una studentessa di Bonn di 18 anni. Per lei, che ama il film cult sulla Stasi "Le vite degli altri", la Ddr e la Guerra fredda "sono vicende irrealistiche, quasi storie fantasy". Hannah è uno dei 20 giovani, tutti under 30, ritratti nella mostra all istituto di Via Savoia a Roma, e in contemporanea in altre 10 città italiane (da Venezia a Palermo), che fanno parte di un progetto del Goethe Institut realizzato dal fotografo Ignacio Maria Coccia e dal giornalista Matteo Tacconi per raccontare la generazione post-Muro in Germania e in Italia, 30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino.

Quattro le città scelte per scovare i ragazzi, studenti o lavoratori: Dresda, nella ex Germania dell Est, Bonn, nell Ovest, nonché ex capitale della Germania occidentale, Trieste, città di frontiera multiculturale e Bari, più a Sud, sempre sull Adriatico, al tempo della Guerra fredda un muro d acqua.

La cosa che appare più evidente, è che i giovani intervistati non sono più influenzati dalla storia del Muro di Berlino. Le loro battaglie, 30 anni dopo la caduta, sono l Europa e l ambiente. Joshua, giovane giornalista di Bonn, ad esempio, ha tentato di vivere tre mesi senza plastica.

Non ci è riuscito, la plastica è ovunque. Anche il suo collega di Dresda, ad esempio, David (ragazzo con la bandiera europea*), è un ambientalista convinto, e anche a Bari, la studentessa universitaria Agata, organizza i Fridays for Future (la terza ragazza di Bari, quella seduta sulla panchina).

In Italia l'89 è più lontano, più sfumato. A Trieste si avverte di più il 91, per esempio, l anno del crollo della Jugoslavia. Per Nikola (Ragazzo di Trieste NR 2), membro della comunità serba: "Mentre i tedeschi e gli europei nell 89 guardavano con ottimismo al futuro, in Jugoslavia si viveva il clima cupo che precedette la guerra".

A Bari l'89 è ancora più lontano. Per i giovani un momento spartiacque è la crisi economica del 2008-2009. E forse è anche per questo che l Europa non fa più sognare come una volta. Ma resta comunque necessaria. Philip, architetto 23enne di Dresda, ha capito l importanza di far parte dell Unione Europea di fronte alle difficoltà burocratiche della sua ragazza albanese in Germania; mentre per Luca, giornalista barese di 22 anni, l'Europa è frontiere aperte ma anche sfide e ostacoli.

La mostra è anche interattiva ed è un progetto per le scuole, tutte le informazioni al link

https://www.goethe.de/ins/it/it/kul/sup/d89.html

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