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Francesco Diluca a Bagnocavallo: la scultura nasce dal luogo

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17 OTTOBRE 2018

Bagnocavallo (askanews) - Una grande statua di metallo prende fuoco e, in un lampo di grande intensità, trasforma la figura umana in qualcosa di diverso, in una rinnovata meditazione sull'inizio e la fine, sul corpo e la sua rappresentazione. Siamo nell'ex convento di San Francesco a Bagnocavallo, nel Ravennate, e quella che va in scena è la performance "Nebula" dell'artista Francesco Diluca, che qui presenta una sua grande mostra intitolata "Tempo - Uomo Natura Cosmo".

"Sicuramente il posto è stato importantissimo - ha detto Diluca ad askanews - io ho scelto questo luogo che è così forte di storia, di decadenza, ma anche di qualcosa che dà vita e quindi trovare un posto così e poterci mettere il mio lavoro è stato bellissimo, perfetto".

Il lavoro di Francesco Diluca è, da anni, un'indagine sulla scultura e i suoi confini porosi, sia tra la tridimensionalità e le forme, sia tra la scomposizione e la ricomposizione. E nelle stanze dell'antico palazzo, più volte distrutto e sempre ricostruito, le sue opere si sono andate a inserire in modi non solo fisici.

"Visto che io lavoro tanto sulla possibilità di risorgere, di recuperare qualcosa, di venire fuori dall'impossibile - ha aggiunto l'artista - era il luogo adatto, e sono nate anche tante opere qui, opere che prima non erano state pensate, sono cresciute, sono germinate e sono molto contento".

Dal fuoco alla luce, dai corpi alle farfalle, altro elemento simbolico ricorrente nella poetica di Francesco Diluca, tutta la mostra "Tempo" parla di una ricerca sui confini dell'esperienza umana, ma anche di un'indagine scultorea consapevole che negli anni ha visto diversi modi di concretizzarsi.

"Era un modo per raccontare una storia molto ampia, una storia che tutti conosciamo e abbiamo davanti: il sole, le stelle, il corpo umano e la natura - ha concluso Diluca -. E mi piaceva raccontarla tutta, questo è un posto molto ampio e c'era questa possibilità. Il mio interesse era poi fondere le opere con il luogo".

La fusione è riuscita, il luogo ha risposto, un'altra fenice in qualche modo è nata. La scultura è viva, ci dice Bagnocavallo, e Francesco Diluca ne è un interprete sempre più interessante.

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