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Francia, Fillon: compenso a mia moglie fu legittimo, ma un errore

07 FEBBRAIO 2017

Parigi (askanews) - La campagna per le presidenziali francesi prosegue con poca politica e troppi scandali, veri o presunti.

Il candidato della destra moderata Franois Fillon ha respinto, nel corso di una conferenza stampa, i veleni generati dal 'Penelopegate' ma ha ammesso che stipendiare moglie e figli e' stato un errore.

Perche' privilegiare una collaborazione di fiducia puo' suscitare sospetto nell'opinione pubblica e solo di questo si e' scusato con tutti i francesi.

'Il salario di mia moglie' ha spiegato Fillon, 'era perfettamente giustificato dato che il suo impegno era indispensabile per rispondere ai miei incarichi parlamentari.

Non e' mai stata una mia sottoposta.

E' sempre stata prima di tutto la mia compagna di lavoro e la mia collaboratrice'.

Fillon ha poi concluso annunciando la pubblicazione on line della dichiarazione dei redditi della moglie.

Sperando che il tutto basti ad arrestare l'emorragia di consensi che sta registrando in questi giorni il vincitore delle primarie del centro-destra francese che ha ribadito di non avere alcuna intenzione di ritirarsi dalla corsa all'Eliseo.

Dal canto suo, il candidato indipendente Emmanuel Macron si e' invece potuto permettere il lusso di scherzare sulle voci, rimbalzate sui media, di una sua presunta omosessualita'.

Il 39enne ex ministro dell'Economia di Francois Hollande ha ribadito che non tradisce la moglie Brigitte, l'affascinante sua ex professoressa del liceo di 24 anni piu' anziana, un rapporto non convenzionale spesso in prima pagina sulla stampa gossippara transalpina.

Macron sta volando nei sondaggi grazie a una proposta al di fuori degli schemi della vecchia politica, dopo la clamorosa polemica che ha investito Fillon e appare molto ben piazzato per il secondo turno che, secondo i sondaggi, lo vedra' confrontarsi con Marine Le Pen, leader dell'estrema destra.

La candidata del Front National ha confermato la proposta in virtu' della quale per due anni, dopo l'arrivo in Francia, gli stranieri regolari dovranno assumersi costi di malattia e spese mediche.

'Un certo numero di paesi fa cosi'' ha spiegato.

'L'immigrazione di massa pesa sui nostri equilibri sociali, quindi siamo obbligati, a ridurre le prestazioni per salvare il nostro sistema di protezione sociale'.

Secondo la Le Pen, esistono solo due scelte: ridurre le prestazioni per i francesi, che e' la scelta di Fillon e Macron, oppure dire, 'scusate, ma abbiamo priorita' nazionali, i francesi devono essere i primi a essere coperti a livello sanitario nel loro paese' e chiedere agli stranieri un contributo di due anni, prima di accedere del tutto al sistema di protezione sociale francese.

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