VIDEO
Cerca video
Installa app Contatti
NOTIZIE 02 SETTEMBRE 2021

G20 Interfaith: "No al guerra in nome delle religioni"

Roma, 2 set. (askanews) - Le religioni unite per condannare la guerra in nome della fede. Non c'è solo il Covid, esistono "diverse pandemie" da combattere, come quella della guerra, dell'oppressione, della violenza. Su questo, con un focus particolare sulla situazione in Afghanistan, si concentrerà il G20 Interfaith Forum 2021, una delle più importanti iniziative collaterali al G20, che quest'anno è guidato dalla presidenza italiana, in programma dal 12 al 14 settembre a Bologna.

Il tema centrale attorno al quale ruoteranno le attività e i lavori del Forum è il tempo della guarigione. Un richiamo alla pandemia da Covid-19, che ha già sconvolto il mondo con oltre due milioni di morti e alle complesse conseguenze socio-sanitarie della guerra, che la tragedia afghana ha messo sotto gli occhi di tutti.

Si confronteranno leader religiosi, ma anche autorità politiche dei paesi e delle organizzazioni internazionali, autorità spirituali e figure intellettuali.

Spiega lo storico Alberto Melloni: "Quello che spero è che alle 3 P dell'agenda italiana - People, Planet, Prosperity - si aggiunga la P della pace. Abbiamo visto tutti non è una cosa facile da ottenere nè con la guerra nè con i buoni sentimenti, ma che richiede un impegno costante e comune molto condiviso".

Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni: "Dobbiamo, ciascuno per la propria parte, partecipare a uno sforzo collettivo per riparare i mali. È una impresa titanica, soprattutto in un momento così grave e di crisi ma anche una goccia nel mare sarà utile".

La sottosegretaria degli Esteri, Marina Sereni: "Per noi è molto importante e siamo soddisfatti dal lavoro del G20 Interfaith. Ospiteremo esperti, ricercatori, autorità politiche. Ci sarà un confronto aperto sul ruolo positivo che le religioni possono svolgere nel dibattito pubblico per aiutarci ad avvicinare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e per prevenire i conflitti, per costruire una strada non militare alla lotta al terrorismo, che si fa togliendo dalle religioni la possibilità di strumentalizzazione. Non c'è nessuna religione che possa giustificare la violenza cieca del terrorismo".

Il summit sarà aperto dal Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, mentre la chiusura dei lavori, sotto la presidenza di Romano Prodi, è affidata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi e al cardinale di Bologna, Matteo Maria Zuppi.

0
Alcuni video presenti in questa sezione sono stati presi da internet, quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti presenti in questi video o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, basterà fare richiesta di rimozione inviando una mail a: team_verticali@italiaonline.it. Provvederemo alla cancellazione del video nel minor tempo possibile.
Chiudi
Caricamento contenuti...