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NOTIZIE 04 OTTOBRE 2021

Gas, paesi consumatori e fornitori: le responsabilità sul clima

Roma, 4 ott. (askanews) - Le emissioni provocate dai combustibli fossili sono altamente climalteranti, non solo nella fase di utilizzo ma anche in quella estrattiva. In quest'ottica i Paesi importatori, che indirettamente inducono l'attività dei Paesi produttori, hanno una qualche responsabilità sulle emissioni prodotte da questi ultimi? Se ne è discusso alla conferenza "Per una responsabilità etico-climatica transnazionale - Le vie dell'Oil&Gas", organizzata da Environmental Defense Fund, con la collaborazione di Amici della Terra, a cui ha partecipato anche il sottosegretraio agli Esteri Benedetto Della Vedova.

Il tema, sul tavolo del G20 e della COP26 proprio in questi giorni, riguarda in particolar modo l'Italia e l'Europa, fortemente dipendenti dal gas naturale.

Così Ilaria Restifo, rappresentante in Italia di Edf, ha spiegato il contesto giuridico di riferimento: "Entra in gioco un concetto fondamentale che è quello del principio dellae responsabilità comuni ma differenziate sancito dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite per cui tutti i Paesi hanno responsabilità differenziate, quindi diverso peso, una diversa impronta, ma anche responsabilità condivise... E abbiamo bisogno, adesso più che mai, di rispondere a sfide globali con risposte globali, che ci sia sempre di più una forte cooperazione rispetto a tematiche comuni e immateriali come il clima".

Se gli interessi dei vari Paesi non sono dunque contrapposti è però facile immaginare come il principio delle responsabilità differenziate non sia ritenuto perfettamente equilibrato da tutti gli attori in gioco.

"Sì, sicuramente siamo in un punto in cui questi interessi sono piuttosto divergenti, però anche in un punto di forte dialogo in cui queste tematiche che non sono affatto nuove, in qualche modo... stiamo assistendo a un cambio di passo e questo a mio avviso personale può lasciare ben sperare che si possa arrivare a dare più forza alla dimensione della responsabilità comune su quella della responsabilità differenziata".

Una responsabilità maggiormente condivisa che rifletta obblighi di cooperazione sul contrasto ai cambiamenti climatici.

In questo senso l'Italia, che contribuisce poco alle emissioni globali ma che è un grande importatore di gas, potrebbe ritagliarsi un ruolo di spicco aiutando i Paesi fornitori, ha sostenuto Monica Tommasi, presidente di Amici della Terra: "Abbiamo tutte le carte in regola perché siamo leader per le tecnologie per la riduzione delle emissioni di metano".

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