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Gli italiani dopo il Covid: 5,5 mln pensano a un lascito solidale

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11 SETTEMBRE 2020

Milano, 11 set. (askanews) - Sono 5 milioni e mezzo gli italiani che, dopo i mesi della pandemia, hanno pensato o fatto un testamento solidale a favore di un ente no profit. Una scelta che riguarda il 20% degli over 50, e che lascia ben sperare visto che solo nel 2018 questa percentuale si fermava al 12%. Per spiegare questo incremento, che va di pari passo con l'aumento significativo di chi fa testamento occorre considerare il contesto in cui maturano scelte come queste. Perchè la pandemia se da un lato ci ha reso più poveri e preoccupati, dall'altro ha aumentato la sensibilità alle cause altrui, rendendoci più altruisti e solidali. Una conferma arriva dalla ricerca "Gli italiani e la solidarietà dopo il Coronavirus" promossa dal Comitato Testamento solidale, di cui fanno parte 22 organizzazioni no profit, in occasione della giornata internazionale del lascito solidale che ricorre il 13 settembre.

Caterina Bonizzi, Psicologa e Psicoterapeuta "La maggioranza inaspettatamente ha sviluppato dimensioni di rapporto con gli altri, di solidarietà che hanno permesso di affrontare una tragedia sentendoci solidali con gli altri e questo ha permesso di sostenere le regole, un comportamento e ha permesso di accettare limiti personali che in altri momenti non avremmo accettato".

La ricerca, condotta nell'ultima settimana di giugno da Walden Lab, mostra come nei primi sei mesi del 2020 quasi tre italiani su dieci abbiano fatto una donazione a una Onp, con un incremento di 7 punti rispetto al 21% del 2019. Anche la donazione media registra un lieve aumento, dai 70 euro nel 2018 ai 77 euro di quest'anno. E' in questo contesto, dunque, che cresce la sensibilità alle tematiche del lascito solidale, un concetto ormai noto all'80% degli over 50. Rossano Bartoli, portavoce del comitato per il testamento solidale e presidente Lega del filo d'oro "Dal 2013 il comitato per il testamento solidale opera per informare e sensibilizzare su questo strumento a servizio del no profit. Questa emergenza ha prodotto una situazione molto difficile anche per le nostre organizzazioni ma proprio in questa fase si comprende l'importanza e il valore delle organizzazioni no profit per affrontare tante questioni sociali. Il testamento solidale è un argomento sempre più spesso discusso in famiglia. Anche laddove i patrimoni sono modesti si pensa di poter contribuire a cause sociali attraverso un lascito solidale."

Dopo la pandemia, un italiano su due, dice di sentirsi più sensibile alle sofferenze e alle difficoltà degli altri e disponibile a sostenere una buona causa, facendo volontariato o donazioni. Una visione più pessimista, semmai, si ha della sfera privata con una crescente preoccupazione per il futuro (che riguarda il 75% del campione) e un peggioramento delle condizioni economiche (per il 43%). Ma cosa sarà di questo altruismo una volta superata la crisi? Ce lo spiega Carlo Borzaga, professore ordinario di Politica economica all'Università di Trento "La vera sfida è di renderlo permanente cioè far sì che questo recupero di sentimenti altruistici scompaia alla fine della crisi. Un grosso lavoro lo farà il terzo settore che è il luogo della solidarietà organizzata e il fatto di avere una gamma di forme possibili organizzative può aiutare le persone a consolidare e rendere operativi questi sentimenti".

Proprio il Terzo settore ha giocato e gioca ancora un ruolo chiave nella crisi e 65 italiani su 100 riconoscono questa centralità. Sembra dunque un percorso naturale quello che vede gli italiani sempre più inclini verso il testamento e il lascito solidale, un gesto che come sottolinea, Gianluca Abbate, consigliere nazionale del Notariato con delega al Sociale e al Terzo Settore, non lede i diritti economici degli eredi legittimari, e può essere modificato fino all'ultimo momento. "I valori in cui crediamo sono parte integrante della nostra vita e possono definire la nostra identità anche dopo di noi: la legge offre uno strumento che ci consente di lasciare una nostra traccia nel futuro e questo è il lascito solidale. All interno del lascito solidale è possibile lasciare parte del proprio patrimonio a enti no profit o comunque da ragioni di solidarietà sociali. Per queste ragioni è opportuno confrontarsi con un notaio pubblico ufficiale per approfondire queste tematiche che si traducono in una scelta di civiltà sociale e ci consentono di dare attuazione ai nostri valori.

Attraverso il sito testamentosolidale.org è possibile approfondire i progetti e le iniziative realizzate dalle associazioni non profit e scaricare la Guida ai lasciti solidali.

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