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CURIOSITÀ 12 LUGLIO 2022

Halo, cos’è e come funziona il dispositivo salva-piloti

Il campionato di Formula Uno è sicuramente il più conosciuto, ma allo stesso tempo elitario – qui vi abbiamo svelato quanto guadagna un pilota di formula uno – del mondo dell’automobilismo.

La storia di questa iconica competizione è stata spesso macchiata dagli incidenti, che hanno portato in diverse occasioni a conseguenze gravissime – inclusa la morte – per le persone coinvolte.

Per questo motivo gli organizzatori del campionato e le case automobilistiche non hanno mai smesso di studiare metodi sempre più complessi e tecnologicamente avanzati per tutelare la sicurezza.

Tra questi, è impossible non citare l’Halo, introdotto ufficialmente nel 2018, ma testato già nelle stagioni precedenti. Si tratta di un meccanismo di protezione comunemente definito “ad aureola”. È costituito da una barra curva il cui scopo è proteggere la testa dei piloti, evitando l’impatto tra casco e asfalto in caso di ribaltamento.

Halo, come funziona il salva-piloti?

Molti degli incidenti più gravi sono infatti dovuti all’impatto o allo sfregamento del casco con l’asfalto. Questo dispositivo di sicurezza può essere descritto come una staffa curva collegata tramite tre bracci a tre punti del telaio, uno situato davanti alla testa del pilota, gli altri due ai lati. I dispositivi utilizzati in Formula Uno sono uguali per tutti i veicoli, sono stati infatti realizzati da una società esterna all’organizzazione.

L’Halo è in titanio, materiale leggero ma allo stesso tempo duro e resistente. Secondo i dati raccolti nei primi anni di utilizzo, avrebbe incremento del 17% le probabilità di sopravvivenza dei piloti nei casi di gravi incidenti.

A partire dal 2018  sono stati diversi i casi in cui Halo ha limitato i danni degli incidenti in maniera a dir poco significativa. Solo nel fine settimana del Gran Premio della Gran Bretagna del 2022, si sono verificati due episodi distinti: il primo tra George Russell e Guanyu Zhou, il secondo tra Dennis Hauger e Roy Nissany. In entrambi casi, senza l’halo, le collisioni tra le vetture avrebbero portato a danni ben più gravi.

Un altro noto incidente si è verificato a Monza nel 2021, quando alla prima chicane del circuito Max Verstappen ha rimbalzato sull’interno del cordolo, finendo per “atterrare” letteralmente sull’halo di Lewis Hamilton, che in altre epoche, senza questa protezione, avrebbe rischiato veramente grosso.

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