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BUONO A SAPERSI 20 GENNAIO 2023

I delfini si comportano stranamente: perché hanno iniziato a urlare sott'acqua

delfini sono tra gli animali più affascinanti e per certi versi misteriosi del pianeta. Tra le peculiarità di questi mammiferi marini c’è la grande capacità di comunicazione, che permette loro di trasmettere informazioni in maniera estremamente efficace, in modo tale da poter “organizzare” lunghe navigazioni di gruppo e battute di caccia con strategia molto sofisticate.

Si tratta infatti di animali sociali, che fanno costantemente affidamento su rumori, clic, vocalizzi e fischi per comunicare tra loro.

I delfini si comportano stranamente

Il rumore generato da attività umane come trivellazioni o il passaggio di una grande nave ha un impatto molto dannoso sulla salute di questi animali.

Un recente studio ha però evidenziato quanto la comunicazione dei delfini sia sempre più spesso compromessa dalle attività umane, nello specifico l’inquinamento acustico marino.

La ricerca ha coinvolto una coppia di delfini, Delta e Reese, mettendo in evidenza come le loro capacità di cooperazione fossero influenzate dal rumore di fondo generato dall’uomo.

Gli animali sono stati sottoposti ad una serie di test che richiedevano cooperazione, quindi comunicazione, tra loro.

Perché i delfini hanno iniziato a urlare

Il tasso di successo dei delfini è sceso proporzionalmente all’aumentare del livello del rumore, passando dall’85% al 62,5%.

I ricercatori hanno inoltre potuto osservare un cambiamento nel linguaggio del corpo dei delfini, che hanno cercato più spesso di guardarsi l’un l’altro, ritrovandosi inoltre costretti ad alzaare l’intensità dei vocalizzi, arrivando sostanzialmente ad “urlare”.

Il suono viaggia 4,5 volte più velocemente attraverso l’acqua che attraverso l’aria. Ciò significa che molti animali marini si sono evoluti facendo affidamento su rumori e vocalizzi.

Negli ultimi anni il paesaggio sonoro sottomarino è però radicalmente cambiato. Oggi molte regioni del mondo sono dominate dall’inquinamento acustico umano, dalle trivellazioni petrolifere e dal traffico marittimo.

Secondo gli scienziati è proprio l’aumento dell’inquinamento acustico marino il motivo alla base di molti spiaggiamenti, malattie e cambiamenti comportamentali riscontrati negli animali marini negli ultimi anni.

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