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CURIOSITÀ 14 LUGLIO 2021

Il cacciatore di bambini di Foligno

Negli anni ’90 la provincia di Foligno è terrorizzata da due omicidi. Ecco la storia del killer Luigi Chiatti.

 

 

Antonio Rossi – questo il vero nome – nasce il 27 febbraio 1968 da una giovane cameriera che, appena dopo il parto, lo abbandona all’orfanotrofio. Un’infanzia terribile: Antonio, nei primi anni di vita, è abusato da un parroco; incubo che sembra finire nel marzo 1974, quando i coniugi Chiatti – Ermanno, medico, e Giacoma, ex insegnante – lo adottano ribattezzandolo Luigi. La paura del “mostro”, però, cresce col piccolo, sempre più introverso e paranoico. Dopo essersi diplomato come geometra, nel 1989 parte per il servizio militare, coltivando il seme di una strana ossessione: collezionare abiti infantili, passione che, in realtà, cela un pensiero perverso, ovvero possedere i bambini, anche sessualmente.

 

 

Il 4 ottobre 1992, Luigi mette in atto il primo crimine: la vittima è Simone Allegretti, un bambino di quattro anni. La tensione cresce quando, in una cabina telefonica, viene trovato un messaggio, indicante il luogo in cui si trova il cadavere del piccolo. Pochi giorni dopo, un nuovo messaggio; questa volta si tratta di una richiesta d’aiuto: “Non riesco a fermarmi! Ho deciso di colpire di nuovo la prossima settimana. Ora tocca a voi evitare che succeda”. La provincia umbra è nel panico. Nell’agosto 1993 scompare Lorenzo Paolucci, 13 anni. Il corpicino viene rinvenuto, sul ciglio della strada, dal nonno. Le tracce di sangue portano chiaramente a casa di Chiatti. La polizia irrompe e si trova di fronte prove schiaccianti. Chiatti, arrestato, confessa i crimini e viene condannato a due ergastoli.

 

 

Nel 1996 la corte d’Assise d’Appello di Perugia riforma la sentenza, dichiarandolo semi-infermo di mente e condannandolo a 30 anni di reclusione, sentenza confermata nel 1997 dalla Corte suprema di cassazione. La pena termina il 3 settembre 2015. Per Chiatti, però, viene disposto l’internamento – per almeno tre anni – in una Rems (struttura sostituente i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari). La sua permanenza, a seguito di valutazione del Tribunale di sorveglianza di Cagliari, viene prorogata. Dovrebbe tornare in libertà nel 2023, dopo attenta verifica psicologica per attestarne la non più pericolosità.

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