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NOTIZIE 06 OTTOBRE 2020

Il contemporaneo a Rimini: PART e la collezione San Patrignano

Rimini, 6 ott. (askanews) - Un nuovo museo nel cuore di Rimini che unisce la riqualificazione di due edifici storici e la collocazione permanente della collezione di opere contemporanee donate negli anni alla Fondazione San Patrignano da artisti, collezionisti e galleristi. E dunque ecco PART - Palazzi d'arte di Rimini, ospitato nel duecentesco Palazzo dell'Arengo e in quello del Podestà, che risale al secolo successivo.

All'interno degli edifici, al culmine di un percorso fatto di esposizioni temporanee in giro per l'Italia, trovano ora una collocazione opere di Vanessa Beecroft o Mario Schifano, Damien Hirst o Nathalie Djurberg, oltre a interventi site specific di David Tremlett e, nel futuro, di Zehra Dogan.

"Era fondamentale secondo noi - ha detto ad askanews Clarice Pecori Giraldi, coordinatrice della Collezione San Patrignano - l'idea di ricevere delle opere d'arte in dono, ma soprattutto di valorizzarle: alla base di una collezione c'è il fatto che non la tieni chiusa in un caveau".

PART nasce anche dall'intesa tra la Fondazione e il Comune di Rimini, rappresentato dal sindaco Andrea Gnassi, che vede nell'apertura del museo un ulteriore passo di cambiamento, dopo gli interventi promossi a livello ambientale, per la sua città. "Non si abiura la propria storia e la propria famiglia - ci ha spiegato - però si tenta di cambiare. Allora da un lato l'ambiente, il motore di questa nuova città, una colonna portante, la rivoluzione ambientale, e dall'altro la rivoluzione culturale. Rimini è una città d'arte, però questa cosa è stata coperta dall'ombra dell'ombrellone o dagli splendori, dalle luci e dai ritmi del divertimento".

Il polo culturale che ora si completa con PART è un polo di rilievo nazionale, che si arricchisce, accanto alla storia, al teatro e al cinema, di una finestra privilegiata sull'arte contemporanea. Ma per la Fondazione San Patrignano non si tratta di un semplice punto d'arrivo.

"Quello che adesso mi auguro - ha concluso Clarice Pecori Giraldi - è di poter andare avanti con una ricerca di opere, in qualche maniera però più specifica. E' abbastanza evidente quali sono e chi sono gli artisti o i movimenti che non sono abbastanza rappresentati. Per cui lo sviluppo io lo vedo un po' più chirurgico, nel senso di andare a cercare delle opere o degli artisti che possono completare un racconto oppure che possono essere rappresentati perché non c'è nulla. Un po' quello mi auguro".

I palazzi che ospitano PART sono stati restaurati e allestiti dallo Studio AR.CH.IT, guidato da Luca Cipelletti per offrire alle opere sia una collocazione significativa sia una relazione con i visitatori.

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