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NOTIZIE 26 NOVEMBRE 2021

Il Covid è davvero “estinto” in Giappone? Lo strano evento spiegato dalla scienza

In Giappone sembra che la variante Delta sia ormai scomparsa. Sicuramente l’elevato tasso di vaccinazione e l’introduzione di varie misure anti-Covid hanno contribuito a questo importante risultato, ma per gli scienziati nipponici ci sarebbe anche un’altra ragione: la mutazione del virus si è autoeliminata. Dopo la scoperta scientifica su cosa succede al cervello quando mangiamo sale (il video qui), dal Sol Levante arriva una teoria sulla Sars-CoV-2.

La possibile autoestinzione del Covid-19

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Genetica e dell’Università di Niigata è arrivato alla conclusione che la variante Delta potrebbe essere sparita a causa di un eccesso di mutazioni che l’avrebbe portata ad “autoestinguersi”. Normalmente i virus, mutando, diventano più contagiosi o aggressivi. In rare occasioni può però succedere il contrario: ovvero che i cambiamenti che si verificano siano controproducenti. Si tratta di errori che portano il virus a essere incapace di replicarsi, portandolo a scomparire.

I ricercatori giapponesi ritengono che la variante Delta avrebbe accumulato troppe mutazioni a carico della proteina nsp14, responsabile della replicazione dell’agente patogeno, portando a un suo malfunzionamento che avrebbe determinato l’autodistruzione della mutazione. Gli esperti giapponesi hanno formulato l’ipotesi dell’autoestinzione della variante Delta durante un’analisi dell’impatto dell’enzima APOBEC3A contro la proteina nps14. Questo enzima è molto diffuso nella popolazione asiatica. Dallo studio si è notato che la diversità genetica della variante Delta era molto più ridotta di quella della variante Alfa. La mutazione Delta avrebbe subito un blocco evolutivo, dovuto all’accumulo di mutazioni sulla proteina nps14. In ogni caso, la teoria nipponica fino a oggi non è mai stata osservata in ambiente naturale per virus a RNA. HIV, per esempio, muta molto di più di SARS-COV-2 e non è mai giunto al collasso mutazionale. L’ipotesi dell’università di Niigata non è perciò stata confermata e ha bisogno di ulteriori verifiche.

Riguardo ai dati sul calo dei contagi in Giappone, attorno al 20 agosto si contavano tra i 24mila e i 25mila contagi giornalieri da variante Delta, mentre in questo periodo si sono verificate solo poche decine di infezioni quotidiane. È poi scesa molto anche la media dei decessi che è passata da più di 60 al giorno a 3 in 24 ore.

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