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CURIOSITÀ 10 APRILE 2021

Il Principe Filippo era un dio: la strana leggenda

Filippo, il Duca di Edimburgo è venuto a mancare il 9 aprile 2021 alla veneranda età di 99 anni. Conosciuto e amato da tutti come consorte della Regina Elisabetta, in pochi sanno che anche lui era venerato da alcuni sudditi molto particolari. Il Principe Filippo, infatti, era considerato un dio da una tribù nel Pacifico che teneva le sue foto come preziosi altarini e credeva fermamente in una strana leggenda. Il Duca era a conoscenza di questa loro strana forma di venerazione della sua persona, e aveva fatto visita personalmente alla comunità.

Il Principe Filippo era un dio: la leggenda della tribù di Yaohnanen

Il culto del Principe Filippo è nato su un’isola sperduta dell’Oceano Pacifico, chiamata Tanna, nell’arcipelago delle Vanuatu. Qui che è stato fondato il movimento dedicato al Duca di Edimburgo, che è ormai parte integrante della cultura e delle tradizioni della tribù di Yaohnanen. Si tratta di un gruppo di circa 30mila, vivono nella parte meridionale dell’isola e venerano il “culto del cargo”. Secondo le loro leggende, il dio Vulcano ebbe un figlio bianco, il cui destino era quello di sposare una donna potente, che regnava in un Paese lontano, prima di poter fare ritorno alla sua patria d’origine. I capi della tribù di Yaohnanen avevano identificato quella figura mistica proprio con il Principe consorte d’Inghilterra.

La visita del Duca di Edimburgo alla tribù della Tenna

Ad alimentare questa credenza era stata proprio una visita del Duca alla popolazione di Yaohnanen nel lontano 1974. All’epoca, l’isola di Tanna era sotto il dominio anglo-francese. Dopo la sua visita alla tribù, il duca di Edimburgo era stato informato dal commissario britannico delle isole del fatto che la tribù di Yaohnanen ora lo vedeva come un dio. Un’informazione che lasciò il segno su Filippo. Sotto consiglio del commissario, il Principe Consorte decise di inviare ai suoi nuovi “seguaci” una sua fotografia autografata. Questo pegno della sua riconoscenza venne presto trasformato in una reliquia sacra sulla quale vengono performati danze sacre e rituali. Nel corso degli anni, il principe spedì loro altre foto, tutte conservate gelosamente dal leader del movimento. Finché nel 2007, Filippo si incontrò di nuovo con cinque isolani di Tanna, in visita nel Regno Unito. “La papaia è matura o no?”, gli chiesero, per capire quando sarebbe tornato sulla loro isola per adempiere la profezia. “Che la papaia sia matura o meno, riferisci al capo Kawia che ora fa freddo, ma quando farà caldo invierò un messaggio”, aveva risposto il saggio principe, facendo capire che i tempi non erano ancora maturi per il suo ritorno. Con la sua morte, non è chiaro se il culto cesserà di esistere, o se semplicemente la tribù di Yaohnanen aspetterà per sempre il ritorno del loro dio.

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