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NOTIZIE 26 OTTOBRE 2018

"Il socialismo della speranza", il Dubcek inedito di Leoncini

Roma, (askanews) - Un volume nettamente innovativo, ricco di immagini, che presenta Alexander Dubcek, leader della Primavera cecoslovacca in modo inusuale e parla della società degli otto mesi, da gennaio ad agosto che fecero crescere le speranze in un socialismo dal volto umano. "Dubcek. Il socialismo della speranza", è il titolo del volume di Francesco Leoncini, studioso dell'Europa centrale, edito da Gangemi Editore.

Con una sessantina di foto di raro impatto emotivo, corredate da testi esplicativi e scritti dell'epoca, il volume fa rivivere l'appassionante atmosfera di attesa e di ricerca di cambiamento che animava la società cecoslovacca nei primi otto mesi del 1968, senza tralasciare il trauma dell'invasione, come spiega Leoncini.

"E' un volume nettamente innovativo rispetto a pubblicazioni che escono regolarmente nell'anniversario della Primavera di Praga, presenta un Dubcek inusuale, la società, gli otto mesi. E dovremo parlare di Primavera cecoslovacca e non Primavera di Praga perché Dubcek è un leaxder slovacco, viene da una esperienza autonoma rispetto ad altri leader cecoslovacchi e questo libro mette in evidenza l'anelito di speranza che proveniva dalla società e la capacità di Dubcek di interpretare questa voglia di cambiamento rispetto a uno dei regimi più cupi del periodo sovietico".

Un libro che raccontando Dubcek e l'Università, le foto con la famiglia, il segretario generale in mezzo agli studenti, nei comizi, i racconti di chi lo conosceva, attraversa quegli otto mesi, spenti dai carri armati russi e di cui oggi resta poco, come sottolinea l'autore.

"E rimasto molto poco perché il vento del neoliberismo che ha investito il mondo ha creato un predominio dell'economia sull'umanesimo. La massa delle popolazioni si trova spaesata e nello spaesamente si cerca qualche personalità che sia al di fuori del sistema politico e per questo emergono i miliardari, l'Italia ha fatto scuola. I partiti cosiddetti populisti che si appellano a questi sentimenti profondi in reazione a questa situazione, movimenti reazionari di massa che trovano consenso nella popolazione, perché è una forma di difesa rispetto a un sistema che non li protegge".

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