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Internet, Bonannini: Italia puo' diventare hub del traffico dati

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29 DICEMBRE 2016

Roma, 28 dic.

(askanews) - Negli studi di Askanews si parla di infrastrutture per il traffico dati con Simone Bonannini, Amministratore delegato di Interoute, provider internazionale di servizi per le telecomunicazioni.

Il traffico su Internet cresce, in quantita' e valore, di anno in anno, e assume una valenza strategica sempre piu' importante, tanto che due colossi del settore come Google e Facebook hanno annunciato una collaborazione per la posa di un nuovo cavo sottomarino dedicato al traffico dati.

Qual e' lo scenario in cui si muoviamo? 'Il traffico Internet non transita solo sulla terminazione dell'utente, quella che si chiama comunemente ultimo miglio, il pezzettino di rame o di fibra che arriva nelle case di ciascuno di noi e che e' stato oggetto di tante discussioni negli ultimi anni e su cui il Governo ha finalmente preso importanti iniziative.

Passa soprattutto sulle grandi dorsali, quelle che collegano citta', Stati e continenti diversi.

E' a questo punto che entrano in gioco gli operatori di lunga distanza come Interoute, che possiedono le infrastrutture su queste lunghe direttrici.

Interoute e' uno dei leader in Europa ma poi anche Interoute, quando si deve collegare ad altri Continenti, deve passare su infrastrutture di lunga distanza che sono tipicamente sottomarine.

Infatti, pochi sanno che la quasi totalita' del traffico Internet, circa il 99%, transita sulla capacita' bagnata, cioe' i cavi sottomarini in fibra ottica.

Una delle direttrici piu' importanti e' quella transatlantica, che da New York finisce a Londra e ad Amsterdam, ed e' quella che sta suscitando l'interesse di colossi come Facebook, il cui interesse si sta espandendo dal livello applicativo a quello che storicamente era appannaggio degli operatori Tlc, cioe' la parte infrastrutturale.

Questo perche' - ha spiegato l Ad di Interoute - il traffico cresce in maniera esponenziale.

Secondo una recente stima, ogni 67 anni questo traffico decuplica, mentre secondo altre ricerche la crescita sarebbe ancora piu' sostenuta'.

L'Italia puo' giocare un ruolo in questo campo? 'Nel prossimo futuro l'Italia puo' giocare un ruolo di primaria importanza.

Una delle direttrici piu' importanti e' certamente quella transatlantica ma anche la rotta mediterranea, che dal canale di Suez sfocia nel Mar Rosso e poi nell'Oceano indiano dirigendosi verso l India e la Cina, e' strategica perche' preferibile rispetto a a quella transpacifica: con questa rotta nel flusso Usa-India-Cina si intercetta un mercato potenziale, quello europeo, che e' fatto di 500 milioni di persone.

Tutti questi cavi, dopo il canale di Suez e Alessandria d Egitto, arrivano nel Sud Italia (talvolta in Sicilia, talvolta in Puglia, a Bari) prima di proseguire per Marsiglia, in Francia.

In questo scenario e' evidente il ruolo strategico e le potenzialita' che si aprono per il nostro Paese perche' questi due punti al Sud intrercettano tutto il traffico che arriva dal Medio Oriente e dall'Africa.

E' un'opportunita' enorme se consideriamo che quale sviluppo economico dovrenno necessariamente avere queste aree nel prossimo futuro'.

Immagino sia per queste ragioni che Interoute, insieme ad altre societa', ha deciso di investire nell Open Hub Med.

Puo' spiegarci di cosa si tratta? 'Open Hub Med nasce come consorzio tra soggetti che normalmente competono tra loro sul mercato e sono tra loro anche eterogenei, ma ci siamo uniti con uno scopo comune quello di cercare di creare un punto neutrale, attrattivo per i cosiddetti content provider, un posto in cui giganti come Google o Facebook possano posizionare i contenuti in modo che questi siano facilmente resi fruibili dagli utenti dei mercati di tutto il Mediterraneo, compreso ovviamente il mercato italiano'.

E quindi intercettare parte di quel traffico che si dirige verso la Francia? 'Esatto, far si' che parte di quel traffico che oggi va a Marsiglia si fermi in Italia.

Questo per creare posti di lavoro, per creare un ecosistema che consenta a quei soggetti che oggi stanno insieme di iniziare a competere perche' si e' creato un ambiente complessivo di valore'.

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