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NOTIZIE 13 OTTOBRE 2021

"Io sono Babbo Natale", l'ultimo delicato film di Gigi Proietti

Roma, 13 ott. (askanews) - Per il suo ultimo film Gigi Proietti si è trasformato in un particolare Babbo Natale, un po' diverso, almeno inizialmente, da quello dell'immaginario collettivo, un gentiluomo che dà una lezione anche agli adulti. Arriva dal 3 novembre al cinema "Io sono babbo Natale", preapertura della Festa del Cinema di Roma, commedia che il regista Edoardo Falcone ha dedicato al grande attore scomparso il 2 novembre 2020, e che non a caso esce il giorno dopo l'anniversario della sua morte, stesso giorno in cui è anche nato.

Nel film Proietti è Nicola Natalizi, un simpatico signore che dice di essere ultracentenario e che si imbatte in Ettore, Marco Giallini, un delinquente appena uscito dal carcere che tenta di intrufolarsi in casa sua per derubarlo. Un incontro però che si rivelerà pieno di sorprese quando Nicola gli svelerà di essere Babbo Natale in persona. Il regista ha detto di aver voluto "umanizzare" Babbo Natale mostrandolo nel quotidiano, un signore mite e gentile, altruista, preoccupato solo di rendere felici gli altri e Proietti è stato perfetto in questo ruolo.

Edoardo Falcone: "Gigi era una persona meravigliosa, io l'ho conosciuto poco tempo prima che iniziassimo a girare, non ho avuto tanto tempo per stare con lui ma ne conservo un ricordo fantastico, era una persona carina, disponibile, professionale, non se la tirava nella maniera più assoluta, amava empatizzare con le persone, aveva un carico di umanità e di umiltà che è rarissimo trovare soprattutto nel mondo dello spettacolo".

Una commedia delicata e un po' fantasy, con atmosfera natalizia, in cui prevalgono i sentimenti. E c'è commozione tra gli attori che hanno recitato con Proietti. Marco Giallini si è detto onorato di aver potuto passare tanto tempo con lui sul set e Barbara Ronchi, nel film l'ex compagna di Ettore, ha aggiunto: "Il ricordo che ho di lui è di un uomo che durante le pause era interessato alla vita degli altri, a me, a quello che facevo, voleva raccontarmi i suoi progetti, era innamorato del suo Globe e mi parlava delle cose che avrebbe voluto fare a teatro; era un uomo che nonostante si vedesse un po' di fatica, data dall'età probabilmente, però si faceva ore di trucco, si metteva il costume di Babbo Natale che era pesantissimo, poi motore, azione, ed era improvvisamente leggero, e non vedevi più la fatica di qualche istante prima".

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