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NEWS 10 GENNAIO 2017

La Biennale di Cecilia Alemani: cosi' cambio Padiglione Italia

Milano (askanews) - Ovviamente e' molto difficile giudicare prima di avere visto, ma per quanto riguarda il Padiglione italiano alla prossima Biennale d'arte di Venezia, curato da Cecilia Alemani, possiamo gia' registrare un cambiamento di approccio che appare, quanto meno, un interessante primo passo in avanti.

Abbiamo incontrato la curatrice nella sua casa milanese.

'Quello che ho cercato di fare - ci ha spiegato - e' intanto di guardare al lavoro degli altri padiglioni nazionali, che come quello dell'Italia sono presenti sia ai Giardini sia all'Arsenale e che pero' fanno un lavoro ben diverso da quello che abbiamo visto negli ultimi anni nei padiglioni italiani.

Il desiderio e' quello di allinearsi a un lavoro un po' piu' internazionale, come quello degli altri padiglioni'.

I tre artisti selezionati da Cecilia Alemani sono Roberto Cuoghi, Giorgio Andreotta Calo' e Adelita Husny-Bey, e la scelta di riduzione del numero - che trova ovviamente forza nella convinzione che nel Padiglione non si debba dare una fotografia complessiva di un movimento nazionale che in fondo in questi termini neppure esiste - nasce anche dalle indicazioni del ministero dei Beni e delle Attivita' culturali di Franceschini, a sua volta impegnato nella interessante sfida di ridare dinamismo alla cultura del Belpaese.

'Io ho scelto tre artisti - ha aggiunto la curatrice - perche' in realta' lo spazio e' davvero cosi' grande che penso sia davvero difficile sceglierne soltanto uno come fanno tanti altri padiglioni nazionali.

Quando il visitatore entra nel padiglione lo vivra' molto come tre grandi introspettive di questi artisti'.

Diverso rispetto al recente passato anche il rapporto con lo spazio architettonico del Padiglione, che questa volta, ci assicura Alemani, non sara' imbrigliato da pesanti strutture di supporto temporanee, ma verra' offerto al lavoro degli artisti in tutta la sua complessita', rinnovando quella decisiva relazione tra l'esposizione e il luogo che la ospita che, in qualche modo, possiamo fare risalire a una mostra mitica come 'When Attitudes Become Form' di Harald Szeemann a Berna nel 1969.

E poi, naturalmente, l'idea di Cecilia Alemani e' anche quella di portare novita' non solo nell'approccio, ma anche nei lavori.

'Per me - ha concluso la curatrice - e' stato importante invitare gli artisti nel contesto di Padiglione Italia a presentare intanto un lavoro nuovissimo e non piu' semplicemente a prendere a prestito opere precedenti.

Poi a cercare di spingere la loro produzione perche' fosse il lavoro piu' bello e, in un certo senso, piu' ambizioso della loro carriera.

Ovviamente vedremo se sara' cosi''.

Appuntamento dunque all'Arsenale di Venezia per il 13 maggio, giorno in cui la 57esima Biennale d'arte aprira' al pubblico di tutto il mondo.

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