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VIAGGI 15 OTTOBRE 2020

La città umbra che ha ispirato “Le cronache di Narnia”

Andiamo in Umbria, nella provincia di Terni, alla scoperta di Narni, l’antica Narnia, la città sotterranea che ha ispirato le celebri “cronache”.

 

 

Prima del leone, della strega e dell’armadio… c’erano i sotterranei di quest’affascinante borgo; esplorarli è un’esperienza davvero imperdibile.
La visita parte dalla rinvenuta Chiesetta del Convento di San Domenico, in cui è possibile ammirare, tra i ritrovamenti archeologici, alcuni fra gli affreschi più antichi della città.
Si prosegue, poi, accedendo ad una grande sala, sede degli interrogatori del Tribunale ecclesiastico dell’Inquisizione: per gli storici si tratta proprio della “stanza dei tormenti” menzionata nei documenti conservati negli Archivi Vaticani e nel Trinity College di Dublino.
E di questo ambiente fa parte anche una piccola cella, sulle cui pareti sopravvive tuttora la sofferenza degli inquisiti: non avendo altro a disposizione, i prigionieri utilizzarono cocci per imprimere nomi, date e confessioni, ricorrendo a formule alchemiche e massoniche per depistare le guardie carcerarie.

 

Merito di questi ritrovamenti è dell’archeologo Roberto Nini. Appena quindicenne, nel 1979, decise di improvvisarsi speleologo, coinvolgendo alcuni amici. I ragazzi, muniti di corde, si calarono dalla Terrazza del Belvedere, atterrando nell’orto del signor Ernani Proietti. Il contadino, inizialmente adirato, decise di incoraggiare l’entusiasmo giovanile, raccontando di un tesoro nascosto in un buco nel terreno. Gli adolescenti si misero dunque all’opera, allargandolo per ricavarne un’entrata; ma, oltrepassata, rimasero senza fiato: ad attenderli nessun bottino, ma gli occhi di San Michele Arcangelo, raffigurato in uno degli affreschi di quella stanza che si scoprì essere parte del convento domenicano.

 

A quel punto i neo speleologi decisero di proseguire, ma dovettero fare i conti con la signora Rosita, che abitava proprio lì accanto. I ragazzi non si persero d’animo e, approfittando della festa patronale, buttarono giù una parete della sua abitazione, riportando alla luce l’inquietante luogo di torture.
Roberto, nel corso dei suoi studi, scoprì che proprio in quella stanza avvenne un tremendo delitto, ma questa… è un’altra storia!
Se volete scoprire i segreti di Narni, il coinvolgimento del Vaticano e molto altro collegatevi a www.narnisotterranea.it/ .

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