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La copia di un monastero siriano ricreata in Italia nel Novarese

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27 DICEMBRE 2016

Novara (askanews) - Questa era l'originale e questa e' la copia o meglio, una ricostruzione molto fedele, della chiesa del monastero siriano di Mar Eilan, conosciuto anche come monastero di San Giuliano d'Emesa, nella citta' di Al-Quaryatayn, vicino Homs, per secoli un simbolo della convivenza tra musulmani e cristiani in Siria.

Il complesso originario era risalente al V secolo ma dopo oltre 1600 anni di storia, e' stato quasi completamente distrutto dall'Isis nel 2015.

Una sua copia, tuttavia, e' stata ricreata in Italia, nel centro sportivo 'Villaggio azzurro' a Granozzo con Monticello, vicino Novara, per volonta' della famiglia De Salvo, proprietaria del Novara calcio, ed e' stata inaugurata poco prima del Natale 2016.

L'ingresso e l'interno della nuova chiesa del monastero siriano, restaurati nel 2006 e inaugurati alla presenza dei maggiori leader religiosi cristiani e musulmani della regione, sono ora un cumulo di macerie annerite.

L'Isis ha usato bombe e bulldozer per buttarli giu'.

Anche il sarcofago di Mar Eilan, un martire cristiano di Homs ucciso dai romani nel 285 d.C.

per non aver voluto rinunciare alla sua religione, e' stato profanato, ma le sue spoglie fortunatamente sono state ricomposte.

Gli jihadisti hanno distrutto la lapide con le croci, cosi' come due altre chiese, una ortodossa e una cattolica, nel centro della citta' siriana.

I miliziani dello stato islamico hanno scritto su uno dei muri rimasti in piedi del monastero: i leoni del califfato sono venuti a divorarvi.

Il priore del monastero, padre Jacques Mourad, dopo essere stato prigioniero dell'isis per 84 giorni e minacciato di morte se non si fosse convertito all'islam, e' riuscito a fuggire trovando riparo in Italia.

Al restauro di Mar Eilan aveva partecipato anche Padre Paolo dall'Oglio, il gesuita italiano famoso per il suo impegno per il dialogo interreligioso con il mondo arabo, di cui non si hanno piu' notizie dal luglio del 2013, anno di un suo presunto rapimento in Siria.

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