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SALUTE 31 AGOSTO 2021

La dieta dei cibi "vivi"

Difficilmente a tavola ci soffermiamo a ragionare se ciò che stiamo mangiando sia “vivo o morto”: naturalmente, questo concetto non riguarda gli alimenti di origine animale, bensì quelli vegetali. Ortaggi, frutta e cereali freschi sono ricchi di proprietà nutrizionali che quelli lavorati industrialmente hanno perso per sempre.

 

I trattamenti che vengono utilizzati soprattutto per rendere il cibo conservabile lo privano inevitabilmente della sua carica vitale: secondo la dottoressa Marilù Mengoni, nutrizionista e psicologa, farine, scatolame e prodotti disidratati o sottovuoto non solo non apportano particolari benefici, ma addirittura provocano danni a lungo termine suo nostro organismo.

 

Secondo il metodo di Psicoalimentazione da lei ideato, l’ideale è nutrirsi prevalentemente di alimenti in grado di germogliare e, pertanto, non trattati con procedimenti chimico-fisici di raffinazione che distruggono principi nutritivi preziosi per la nostra salute come sali minerali, vitamine idrosolubili, pigmenti, sostanze antiossidanti, enzimi ed ormoni. Grano, riso integrale e farro non perlato, ad esempio, oltre a legumi, verdura, semi oleosi e frutti freschi e a guscio dovrebbero costituire la maggior parte della dieta quotidiana.

 

La dottoressa Mengoni spiega che il valore energetico e metabolico degli alimenti “morti” corrisponde a calorie vuote, che possono renderci “obesi denutriti” perché totalmente prive di proprietà utili per il nostro corpo e che ad esso sottraggono quote considerevoli di vitamine, specie quelle del gruppo B, magnesio, manganese ed altri minerali, provocandone pericolose carenze: le farine, ad esempio, perdono completamente la vitalità dopo solo due settimane dalla macinatura dei cereali dai quali derivano.

 

L’ideale sarebbe produrle in proprio partendo dai chicchi vivi, procurandosi una macina a pietra reperibile in negozi specializzati o sul web. Anche le cotture, specialmente se ad alta temperatura, dovrebbero essere evitate, abituandoci a mangiare cibo crudo.

 

A cura di Luana Trumino, editor specializzata in salute&benessere

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