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SALUTE 05 AGOSTO 2021

La dieta per combattere l’anemia

La carenza di ferro nell’organismo porta diversi disturbi, tra cui l’anemia sideropenica, una condizione patologica che ci fa sentire costantemente stanchi e con il fiato corto.

 

 

Il ferro è indispensabile per produrre emoglobina, proteina che consente al sangue di trasportare l’ossigeno verso organi e tessuti. Per garantire il corretto apporto di questo minerale non è sufficiente assumere alimenti che ne sono ricchi: quello che conta è la sua biodisponibilità, determinata dalla capacità della mucosa digerente di assorbirlo e sintetizzarlo. Secondo il dott. Fausto Aufiero, medico esperto in bioterapia nutrizionale, la prima cosa è distinguere il ferro emoglobinico, presente in alimenti di origine animale, da quello non emoglobinico, che si trova invece nei vegetali: il primo viene assorbito facilmente dall’intestino grazie anche alla cisteina, amminoacido contenuto in carne e pesce, mentre il secondo ha tempi di sintesi molto più lenti.

 

 

In entrambi i casi, comunque, può fare la differenza l’assunzione contemporanea di acido ascorbico e citrico contenuti negli agrumi e l’uso di erbe aromatiche come il prezzemolo, in grado di stimolare le secrezioni dello stomaco e mantenere elevata l’acidità dell’ambiente gastrico, condizione che consente una miglior capacità di assorbimento del ferro.
E’ bene anche mangiare tuorlo d’uovo, ricco di questo minerale ma anche di acido folico, vitamine A e B12, che ne agevolano la biodisponibilità e sgranocchiare a stomaco vuoto una mela nella quale sia rimasto infisso un chiodo per 24 ore: l’acido malico del frutto estrarrà il ferro dal metallo, facendo sì che la polpa lo assorba.

 

 

Meglio il cibo crudo piuttosto che cotto, perché la perdita d’acqua che avviene in cottura rallenta l’utilizzo organico dei principi nutritivi degli alimenti. I soggetti anemici dovrebbero anche evitare di consumare spuntini: due ore di digiuno prima dei pasti principali, infatti, impediscono alle molecole di ferro di polimerizzarsi con altre sostanze, – in particolare il calcio, – che ne inibiscono l’assorbimento. Le merende andrebbero eliminate soprattutto se ricche di crusca o tannino e se accompagnate da caffè o thè.

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