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NEWS 10 GENNAIO 2017

La Mongolia alla ricerca dei fossili di dinosauro perduti

Ulan-Bator, Mongolia (askanews) - Il Deserto dei Gobi, tra la Cina settentrionale e la Mongolia meridionale, una volta parte integrante dell'impero mongolo, da oltre un secolo attira come una calamita paleontologi e contrabbandieri a caccia di fossili di dinosauri.

Migliaia di questi reperti giurassici si sono cosi' volatilizzati per finire nella mani di collezionisti e musei stranieri.

Ma ora la Mongolia vuole recuperare i suoi tesori perduti.

Surenjav e' l'unica risorsa professionista a baluardo dei 10mila ettari del parco nazionale di Bayanzag, un'area del Deserto dei Gobi dove sono avvenuti molti ritrovamenti di fossili di dinosauro, una regione battezzata nel 1922 'Le rupi fiammeggianti' dall'esploratore statunitense Roy Chapman Andrews a causa della conformazione geologica delle rocce, ricca di canyon, e della colorazione rossastra delle pietre che rendono l'atmosfera incredibilmente suggestiva, specie al tramonto.

Con l'aiuto della polizia e di volontari Surenjav bracca i contrabbandieri dei fossili degli antichi draghi.

Ma vista l'estensione del deserto la battaglia e' persa prima di cominciare: 'Non siamo mai riusciti ad arrestare uno solo di questi criminali, anche quando siamo stati informati del furto' ammette sconsolata.

A lungo questi gioielli fossili sono stati dimenticati o ignorati, considerati semplici ossa senza valore.

Ma ora tutto e' cambiato e il governo mongolo ha lanciato nel 2012 una campagna per recuperare i reperti saccheggiati.

Oggi nella capitale Ulan-Bator e' stato recentemente inaugurato un museo dedicato ai fossili rimpatriati, alcuni dei quali valgono diverse decine di migliaia di dollari.

'Il mercato nero statunitense e' il punto di approdo di tutti i fossili mongoli' spiega Oyungerel Tsedevdamba, ex ministro della Cultura e del turismo.

'Ma ora, con l'aiuto delle autorita' americane vogliamo mettere la parola fine a questo mercato di contrabbando e fare in modo che i fossili non raggiungano piu' prezzi cosi' esorbitanti'.

E Surenjav si augura che grazie a questo rinnovato impegno le uova del Drago possano finalmente tornare a riposare in Mongolia, terra di dinosauri.

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