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La Spagna premia Yari Gagliucci: "Lo dedico al teatro italiano"

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28 MAGGIO 2020

Roma, 28 mag. (askanews) - Una carriera sempre più internazionale, anche a livello di premi, quella di Yari Gagliucci, attore di teatro, cinema, tv, nato a Salerno e spesso negli Stati Uniti per lavoro. Dopo i riconoscimenti al Festival di Edimburgo con lo spettacolo su Totò, il Premio del Festival dei Due Mondi di Spoleto che lo ha eletto il più versatile artista del 2019, quello a Venezia per lo spettacolo "Viktor und Viktoria" con Veronica Pivetti, è arrivato il Premio Especial de critica teatral dall Accademia di Artisti spagnoli che annovera tanto per citarne un paio, Pedro Almodovar e Javier Bardem.

"Leggendo i quotidiani spagnoli ho scoperto che l'ultima volta che è stato premiato un italiano con questo riconoscimento è stato nell'85 se non sbaglio, Vittorio Gassmann, quindi sicuramente è un premio importante e all'inizio pensavo fosse uno scherzo dei colleghi che da anni si aspettano che io abbia un'ascesa ma non è così..".

In Spagna hanno premiato il suo Coriolanus di Shakespeare in inglese. La cerimonia il 14 luglio a Madrid, ma in streaming, causa coronavirus. Un'occasione per Yari per accendere i riflettori sulla cultura italiana in crisi, soprattutto in questo momento, e un premio che dedica al teatro e ai colleghi. "L'Italia lavora bene quando ci fanno lavorare, quindi non capisco perché non si dia una mano sincera come fanno Francia, Germania, Spagna con gli attori, e io in questo momento ne sono testimone". "C'è bisogno dell'aiuto statale, noi ce la mettiamo tutta ma se la Spagna è arrivata a me vuol dire che sono forse più attenti, hanno pescato me che non ho un nome così altisonante, vuol dire che all'estero hanno molta più sensibilità".

L'Italia, dice, non può ricordarsi del settore solo quando porta a casa importanti riconoscimenti. "Spero che non venga fuori solo la parte patinata, non voglio i complimenti dalle istituzioni vorrei dei fondi per fare 30, 40 spettacoli, sennò solo chiacchiere".

Yary Gagliucci, che vedremo presto nella nuova serie de "I bastardi di Pizzofalcone" ha lavorato con grandi nomi. "Non ho mai avuto dei registi feticci, ho lavorato con dei geni come Lina Wertmuller, i fratelli Taviani, tantissimi, Richard Loncraine, Woody Allen, però lui si sarà sbagliato..., per altro uscirà un corto fatto con lui che doveva andare a Cannes ma è stato bloccato, intanto sto leggendo la biografia"...,

Durante il lockdown ha anche lanciato la "Ballata degli angeli verdi" scritta per ringraziare il personale sanitario e diventata virale sul web. Questi mesi per lui sono stati fonte di grande ispirazione, racconta, ha anche finito di scrivere un libro che celebra in qualche modo i suoi 30 anni di carriera nel teatro. "Ho scritto, fatto delle lezioni, ho riaperto il libro di ricette, cucinato, suonato il piano, ho riscoperto mia madre, per me insomma ci voleva questa pausa riflessiva e di rallentamento".

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