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SPETTACOLI E VIP 27 NOVEMBRE 2021

Laura Antonelli, vita e drammi della sex symbol del cinema italiano

È stata la grande protagonista del cinema italiano degli anni ’70 ed è stata riconosciuta all’unanimità come icona sexy e sensuale del nostro Paese. Ma Laura Antonelli era una donna sensibile e piena di fragilità, le stesse che l’hanno inghiottita durante i periodi più drammatici della sua vita.

Nata il 28 novembre del 1941 a Pola, in Croazia, l’attrice è stata la protagonista di pellicole erotiche che hanno gridato allo scandalo, ma è stata anche la magnifica artista che ha saputo recitare nei film d’autore che gli sono valsi notorietà e riconoscimenti.

È la sua bellezza a catapultarla nel mondo dello spettacolo: le viene proposto di diventare la protagonista del Carosello per la Coca Cola e lei accetta. Poi sono arrivati i fotoromanzi e infine il cinema.

Dopo aver ricoperto piccoli ruoli in diversi film, viene scelta da regista Massimo Dallamano per essere la protagonista di Venere in pelliccia, il film ispirato all’omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch. Ma sono gli anni della censura e del giudizio dei benpensanti, così la pellicola viene bloccata e riproposta solo sei anni dopo.

La sua carriera però era avviata. Così Laura Antonelli si mette a nudo davanti alla cinepresa, letteralmente, e mostra al Paese intero la sua carica erotica. Eppure qualcuno vede oltre questa, portando l’attrice all’interno del mondo dei film d’autore. Proprio sul set di Trappola per un lupo conosce il grande amore della sua vita: Jean-Paul Belmondo.

Negli anni ’80 recita al fianco dei nomi della comicità italiana e compare sul piccolo schermo. Nel 1981 riceve il David di Donatello come miglior attrice non protagonista nel film Passione d’amore che si aggiunge al Nastro Argento consegnatogli anni prima.

Laura Antonelli è stata l’oggetto del desiderio dei protagonisti dei film nel quali ha recitato entrando nella storia del cinema come la ragazza perduta. Poi il riscatto nelle grandi performance del cinema d’autore che la allontanano da quella etichetta che gli altri le hanno cucito addosso.

Ma le fragilità si manifestano sempre più spesso costringendola ad allontanarsi da quel mondo che tanto aveva amato. Negli anni ’90 lo scandalo non è più quello dei film erotici, ma quello della detenzione di stupefacenti. Laura viene arrestata e assolta solo anni dopo.

Vuole ricominciare e ci prova davvero, ricorrendo anche a diversi interventi chirurgici che però le deturpano il viso. Il pubblico che l’aveva tanto amata la condanna. Laura è pazza, è drogata, è persa. Così l’attrice sceglie la solitudine.

Negli ultimi anni della sua vita soffre di una forte depressione e viene ricoverata più volte al centro d’igiene mentale di Civitavecchia. Taglia i ponti con il suo passato, mantenendo i contatti con gli amici più stretti, come Lino Banfi.

Poi, stanca, all’età di 73 anni si spegne nella sua abitazione di Ladispoli convinta di essere destinata all’oblio. Eppure l’Italia non l’ha mai dimenticata.

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