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INTRATTENIMENTO 30 APRILE 2021

L’ex bambina di Chernobyl costretta a rivivere l’orrore a Codogno

Sono trascorsi 35 anni dal disastro di Chernobyl. Tra le bambine che, all’epoca, abitano vicino alla centrale bielorussa c’è anche Diana Lucia Medri, che, oggi, donna, è protagonista di uno strano gioco del destino. Questa è la sua storia.

 

 

Ai tempi di quello che è, ancora oggi, il più grave incidente nucleare di sempre, Diana è solo una bambina; ora, adulta, causa pandemia, è di nuovo faccia a faccia con l’orrore. Facciamo un passo indietro: nella notte del 26 aprile 1986, il personale del reattore 4, con una serie di test, causa l’esplosione del reattore stesso; Diana si trova, con la famiglia, in una cittadina a poche decine di chilometri. L’esplosione cambia per sempre la sua vita, strappandole i suoi cari fra le nubi radioattive.

 

 

Diana, orfana, viene adottata da una famiglia italiana; arriva così nella provincia di Lodi, a Codogno, comune in cui si verifica il “nostro” primo caso di COVID 19. Un libro già letto: la zona rossa, le vie spettrali come nei film di fantascienza apocalittica,… La vita di Diana è incredibilmente sospesa fra quel passato da dimenticare ed il presente fatto di un’altra emergenza sanitaria. Eppure, sul suo volto si riesce ad intravedere la speranza; quella di tornare presto ad una nuova normalità. Se volete conoscere Diana, non perdetevi la sedicesima puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria”, dal 26 aprile in esclusiva su RaiPlay.

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