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CURIOSITÀ 29 MARZO 2021

L'insetto che mangiamo senza saperlo

C’è un insetto che mangiamo senza saperlo e si chiama cocciniglia. Probabilmente al solo sentire il nome di questo piccolo parassita, qualcuno avrà capito dove esattamente si nasconde, sulle nostre tavole, questo curioso insetto.

Dall’alchermes alle caramelle: gli usi della cocciniglia

Il simpatico insetto viene usato come colorante alimentare per raggiungere un bel colore rosso acceso. La cocciniglia, quindi, si trova in molti dei preparati che prevedono l’uso del colorante rosso. Le cocciniglie o, impropriamente, coccidi (Coccoidea Handlirsch, 1903), sono una superfamiglia di insetti fitofagi compresi nell’ordine dei Rhynchota. Il nome cocciniglia deriva dallo spagnolo cochinilla, cioè “porcellino di terra”.

Ma come esattamente si ricava il colore? L’insetto secerne un liquido molto denso e intensamente colorato dal guscio che ha per proteggersi dai predatori. Per produrre un chilogrammo di colorante occorrono circa 80-100 mila insetti. Gli insetti si lasciano essiccare al sole e poi vengono schiacciati per ottenere una polvere. Una volta ottenuta la polvere macinando il carapace degli insetti, questa viene trattata con acqua calda per estrarre l’acido carminico. La cocciniglia, quindi, viene utilizzata per produrre una parte dei coloranti rossi utilizzati nell’industria alimentare e, in misura minore, nella tintura dei tessuti. Dato l’elevato costo, ultimamente viene spesso sostituita da coloranti o miscele di coloranti di origine sintetica come E122 – E124 – E132 nei prodotti alimentari commerciali (obbligatoriamente elencati in etichetta come additivi alimentari con la relativa sigla europea). Nonostante questo, il suo uso è ancora molto diffuso. Dolci, caramelle, succhi di frutta all’arancia o ad altri frutti rossi, yogurt largamente in commercio e liquori contengono proprio questa polvere di insetto che regala al prodotto un colore rosso accesso che è senza dubbio di origine naturale… e l’origine è proprio la cocciniglia lasciata essiccare e poi macinare. Un esempio iconico dell’utilizzo di questo colorante è il famoso liquore alchermes, che è anche il principale prodotto usato in numerose preparazioni dolci. Ma la cocciniglia c’è anche nel celebre campari!

Come possiamo sapere che stiamo mangiando la polvere di insetti di cocciniglia quando mangiamo un alimento rosso? Ebbene, se in etichetta è presente la dicitura “E 120” si tratta proprio di cocciniglia. L’additivo alimentare E 120 è, appunto, un sale di alluminio dell’acido carminico.

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