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Londra, alla vigilia del voto bookmaker puntano sulla premier May

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07 GIUGNO 2017

Londra (askanews) - Alla vigilia delle elezioni politiche in Gran Bretagna, e alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti, nei sondaggi l'esito appare molto incerto dopo una clamorosa rimonta dei laburisti sui conservatori.

I bookmaker tuttavia, nonostante le recenti debacle come la vittoria della Brexit o l'elezione di Donald Trump, non si fanno condizionare e continuano a scommettere sulla premier Theresa May.

La cui prevista vittoria le consentirebbe di gestire una maggioranza abbastanza confortevole di seggi.

I rilevamenti che danno in risalita i laburisti risentirebbero infatti della timidezza dell'elettorato conservatore, meno propenso a dichiarare il proprio voto.

Eppure molti vedono il leader laburista Jeremy Corbyn, 68 anni, vegetariano e dichiaratamente anti-monarchico, alla guida del prossimo governo di Sua maesta'.

Discusso nel Labour, dove ha guidato l'ala sinistra anti-blairiana, avversato dai maggiorenti del partito ma idolatrato dalla base, Corbyn ha conquistato nello stupore generale la leadership del Labour nel 2015, prendendo il timone dell'allora malandata navicella laburista.

E ora lancia la sua sfida ai tory.

'Lo stato nel quale i conservatori hanno lasciato il nostro sistema sanitario nazionale e quello scolastico e' tutto tranne che forte e stabile' ha sottolineato il leader laburista.

'Negli ultimi sette anni, hanno portato alla fame i servizi pubblici preferendo sempre regali fiscali a favore di qualcuno a scapito dei servizi pubblici dedicati alla maggioranza dei cittadini'.

E cosi' un'altra vittoria Corbyn potrebbe ottenerla, anche questa a sorpresa, impedendo alla premier conservatrice di ottenere una maggioranza sicura in Parlamento.

Se non addirittura di prendersi le chiavi di Downing Street.

Dal canto suo la May, nelle ultime settimane, dopo tre attentati, una brusca retromarcia sul programma elettorale e una polemica scottante sui tagli alla polizia nei suoi sei anni da ministro degli Interni, appare piu' fragile e insicura, costretta a difendersi ricordando i voti contrari di Corbyn alle leggi conto il terrorismo.

All'indomani del voto sulla Brexit e delle dimissioni di David Cameron, la May dal luglio 2016 ha voluto interpretare il ruolo di leader calma e competente, in grado di gestire le turbolenze dell'uscita dall'Unione europea.

'Brexit vuol dire Brexit' e' stato il suo mantra, per chiarire che non intendeva tradire la volonta' degli elettori.

Seconda donna a entrare a Downing Street dopo Margaret Thatcher, confortata dai sondaggi, ha indetto le elezioni anticipate per rafforzare la sua esile maggioranza parlamentare in vista del difficile negoziato sulla Brexit.

Per ritrovarsi sulla strada, gia' difficile, il macigno del terrorismo internazionale.

'In queste elezioni, si contrappongono un leader che ha come scopo ultimo della sua vita quello di sbarazzarsi della forza di dissuasione nucleare e un altra che si e' impegnata a difenderlo' ha detto la May in campagna elettorale.

'Un leader che si e' vantato di opporsi a ogni legge antiterrorismo e quella che ha avuto il compito di farle adottare'.

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