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CURIOSITÀ 14 DICEMBRE 2021

L'origine della stella cometa di Natale

In ogni presepio, sopra la capanna che ospita Gesù Bambino, trova sempre posto la stella cometa, uno dei simboli indiscussi del Natale. Eppure, vari dubbi attanagliano gli astronomi: la stella dei Magi è realmente esistita? E, se sì, che stella era?

 

 

Per stella di Betlemme, impropriamente detta stella cometa, si intende il fenomeno astronomico che, stando al racconto del Vangelo di Matteo, guidò i tre Magi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre verso la capanna della Sacra Famiglia. Come si narra nel Nuovo Testamento, Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo di re Erode. I Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme per far visita al bambinello chiedendo: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo”.

 

 

Questo episodio ha in sé varie contraddizioni che mettono in dubbio la sua veridicità dal punto di vista astronomico: le dimensioni della stella di Betlemme sono quelle di una stella fissa, quindi l’astro non avrebbe mai potuto muoversi verso Betlemme; inoltre, le comete solitamente sono più piccole. Forse Gaspare, Melchiorre e Baldassarre assistettero all’esplosione di una supernova, una stella morente, oppure ad una congiunzione astrale. Si sa infatti che attorno al 7 a.C. si verificò proprio un evento astronomico di questa entità, a seguito dell’allineamento nella costellazione dei Pesci di Marte, Saturno e Giove. Ma al di là di cosa sia realmente accaduto sopra Betlemme, ciò che è importante è che i Magi furono condotti da una grande luce celeste alla mangiatoia in cui venuto nato il Messia.

 

 

La stella cometa di Gesù racchiude molto più di un semplice fatto astronomico e rappresenta la speranza e una straordinaria possibilità di amore e di salvezza. Una curiosità: Giotto, nel 1299, fu il primo pittore a disegnare la stella di Betlemme con la coda. Nell’Adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni, a Padova, il pittore rappresentò la stella con una sfavillante luce, discostandosi dall’iconografia tradizionale dell’astro stilizzato. Aldilà dell’iconico cerchio, Giotto fu incredibilmente rivoluzionario, abbandonando il simbolismo astrologico vigente fino ad allora e rendendo la sua personale interpretazione dell’Adorazione un vero e proprio modello per tutti gli artisti venuti in seguito.

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