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NEWS 15 MAGGIO 2017

Mafia, le mani dei clan su Lidl e vigilantes del Tribunale Milano

Milano, (askanews) - I supermercati della Lidl e la societa' di vigilanza di Palazzo di giustizia a Milano.

Sono due obiettivi su cui era riuscita a mettere le mani la cosca mafiosa dei Laudani del catanese.

Ad accertare le infiltrazioni un'inchiesta coordinata dalla Dda di Milano che ha portato all'arresto di 14 persone e al commissariamento di 4 direzioni regionali della Lidl e del consorzio che gestisce la sorveglianza privata a Palazzo di Giustizia.

Durante l'inchiesta e' emerso come la famiglia Laudani attraverso una serie di societa' cooperative facenti capo a diversi imprenditori, fosse riuscita ad infiltrarsi nel tessuto economico lombardo.

In questo video alcune delle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte durante quasi due anni di indagini.

Nella prima si intercettazione si sente uno degli imprenditori che facevano parte della rete, Emanuele Micelotta prendere accordi con Enrico Borzi' un affiliato considerato il cassiere della cosca, mentre in queste immagini si vede l'incontro tra Luigi Alecci, figura di riferimento del sodalizio, e Borzi' per lo scambio del denaro.

Borzi' e' al centro di un'altra intercettazione ambientale che documenta vari scambi di denaro con l'imprenditore Giacomo Politi Ci sono poi due incontri provati dalle immagini delle intercettazioni avvenuti a Lissone e Milano, il primo tra Politi e un prestanome, Vincenzo Strazzulla, e il secondo tra Micelotta e Domenico Palmieri, ex dipendente della provincia di Milano e attuale sindacalista.

Quest'ultimo sarebbe stato a libro paga della cosca catanese e avrebbe facilitato l'aggiudicazione degli appalti di pulizia negli edifici scolastici milanesi a favore dei 5 imprenditori arrestati grazie alla conoscenza della responsabile del servizio gestione contratti trasversali di Palazzo Marino, Giovanna Afrone finita ai domiciliari.

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