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Malattie neurodegenerative, nuove frontiere da terapie cellulari

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06 MARZO 2018

Roma, (askanews) - Capire il funzionamento della plasticità cerebrale - quel meccanismo fondamentale con cui il cervello si organizza (ad esempio nella fase di apprendimento), si adatta, compensa eventuali deficit (come dopo un ictus) riuscendo in parte anche a rigenerarsi - vuol dire aprire la possibilità di manipolarla per poter contrastare alcune patologie sia acute che croniche del sistema nervoso. Di questi nuovi orizzonti di ricerca ha parlato al Piccolo Eliseo di Roma il prof. Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento di Neurologia e dell'Istituto di Neurologia sperimentale dell'Istituto San Raffaele di Milano, nel corso del terzo appuntamento di BrainForum "La Scienza e noi".

"Oggi questi meccanismi - ha spiegato Comi - si prestano a diverse manipolazioni. Attraverso la terapia genica possiamo modificare le cellule ad arricchirsi di alcune capacità, ad esempio per produrre fattori neurotrofici; attraverso la stimolazione elettrica e magnetica possiamo cercare di indirizzare la plasticità secondo vie predeterminate; infine, abbiamo la possibilità attraverso terapie cellulari di riuscire almeno in parte a rimpiazzare il tessuto perso".

Una via, quest'ultima, che il gruppo di ricerca del prof. Comi sta sperimentando al San Raffaele su persone colpite da sclerosi multipla con la terapia STEMS che consiste nell'infusione di cellule staminali neurali di origine fetale, cellule progenitrici in grado di specializzarsi in tutti i tipi di cellule nervose. La sperimentazione avviata nove mesi fa, la prima del genere al mondo, è ora nella fase 1 che mira a verificare la sicurezza dell'intervento.

"Contiamo di completare questa fase di tipo 1 nel giro di 8-10 mesi, abbiamo già trattato i primi 7 pazienti. Stiamo facendo dosi crescenti per riuscire a definire quale sia la dose massima che non induce problemi. Dopodiché se i dati di cui disporremo non avranno elementi contrari, passeremo alla fase 2 cioè a una vera e propria valutazione di efficacia. Non voglio creare aspettative eccessive - conclude il prof. Comi - ma non c'è dubbio che si apre una frontiera nuova. Non è solo la sclerosi multipla oggetto di attenzione, molte altre malattie neurodegenerative sono oggetto di grande interesse, pensiamo ai traumi midollari, all'ictus su cui stiamo lavorando molto. È veramente questa delle terapie cellulari un settore nuovo di grandissima potenzialità e noi abbiamo ottime aspettative".

OUT: 00.05.29.14

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