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CURIOSITÀ 06 NOVEMBRE 2022

Messaggi nascosti nelle canzoni: le abbiamo sempre ascoltate senza saperlo

Se n’è parlato spesso dei messaggi nascosti nelle canzoni. In alcuni casi sono reali, in altri si tratta di leggende. Sta di fatto che hanno incuriosito intere generazioni e non smetteranno mai di farlo. Dai Beatles ai Police, fino ad arrivare a Christina Aguilera e ai Coldplay. Gli esempi sono tanti, ma ecco i più famosi, che forse faranno vedere determinati artisti e canzoni con occhi diversi.

I messaggi nascosti nelle canzoni più famose

Sono molti i gruppi, ma anche i cantanti solisti, che hanno inserito dei messaggi nascosti nelle loro canzoni. Il primo esempio che merita di essere citato, visto che la band è una vera e propria leggenda della musica internazionale riguarda i Beatles.

Nella celeberrima “Hey Jude” si sente “f*ucking hell”. Geoff Emerick, l'ingegnere del suono storico della band, ha raccontato che si è trattato di un’imprecazione di Paul McCartney che ha reagito male a una nota sbagliata. Ecco come ascoltare il messaggio nascosto.

In “Roxanne” dei Police, Sting si siede su una tastiera e ride. In questo modo ha creato un accordo di quattro secondi. È successo perché voleva riposarsi un attimo, ma non si era accorto del coperchio del pianoforte sollevato.

In “Beautiful” di Christina Aguilera si sente un leggero ritmo di sottofondo. È la musica delle sue cuffie che è stata registrata dal microfono. L’errore è rimasto perché ha reso più reale la canzone.

E, a proposito di messaggi nascosti nelle canzoni, non tutti sanno che in "Strawberry Swing” dei Coldplay si sente un lamento del produttore Brian Eno mentre sta registrando i battiti delle mani per dare ritmo alla traccia.

Durante la registrazione di "Someday" dei The Strokes, si sente una frase di difficile comprensione, ma qualcuno poi dice: “continua, andiamo avanti”.

Infine, in “Polly” dei Nirvana, Kurt Cobain inizia a cantare la terza strofa prima del tempo. Alla band è piaciuto il modo in cui suonava l'errore, motivo per cui hanno deciso di tenere l’originale e di non rifare la registrazione.

Messaggi nascosti nelle canzoni: miti, leggende e cospirazioni smentite

Sui messaggi nascosti nelle canzoni se ne sono dette di tutti i colori. Si è parlato di inni a Satana, istigazioni al suicidio e inviti al consumo di sostanze stupefacenti. Ma cosa c’è di vero, e cosa invece è una leggenda metropolitana?

Secondo un mito, Paul McCartney sarebbe morto in un incidente stradale, da allora la band avrebbe deciso di sostituirlo con un sosia. Nel 1969 qualcuno ha telefonato a una radio di Detroit per segnalare la frase “turn me on, deadman” (“accendimi, morto”) in “Revolution #9”.

Qualcuno sostiene che un’ulteriore prova della morte di McCartney sia contenuta in “I’m so Tired e Blackbird” ascoltato al contrario. Si sentirebbe “Paul is a dead man. Miss him” (“Paul è un uomo morto. Mi manca”).

Teorie sempre mentite dai diretti interessati che, molto probabilmente si sono divertiti con il backmasking. Lo dimostra la frase “Hear that noise again. Guess who’s dead” (“Senti di nuovo quel rumore. Indovina chi è morto”).

Forse la canzone più famosa dei Led Zeppelin, “Stairway to heaven”, conterrebbe dei messaggi nascosti che invocano il diavolo. “There’s a feeling I get....”, che per tutti significa “C’è una sensazione che provo”), ascoltata al contrario, vorrebbe dire “I’ve got to live for Satan” (“Devo vivere per Satana”).

Ma questo non è l’unico esempio che coinvolge nostri sacri della musica. “Another One Bites The Dust” dei Queen, ascoltato alla rovescia diventerebbe “Start to smoke marijuana”.

Anche alcuni artisti italiani sono stati chiamati in causa per i loro messaggi nascosti nelle canzoni. Franco Battiato ha usato il backmasking come sperimentazione sonora e testuale, ma senza invocare nessuno.

Zucchero, nell’album “Miserere”, ha inserito una ghost track in cui una voce dice: “a volte la migliore musica è il silenzio, diciamo”. Ascoltata alla rovescia dice: “Hashish... eroina e droga... hashish… eroina e droga”. Nessuna smentita, all’epoca, dalla casa discografica che, però, ha parlato di uno scherzo, nulla di più.

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