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NOTIZIE 13 DICEMBRE 2018

Migranti, torna la rotta di Gibilterra: sbarchi triplicati

Roma, (askanews) - Il vento, il freddo e il mare in tempesta non hanno impedito ai migranti di attraversare il Mediterraneo. Quel tratto di mare dal Marocco alla Spagna, attraverso lo Stretto di Gibilterra. Un tratto relativamente breve e di cui si parla poco, costato però la vita quest'anno a centinaia di disperati in fuga dai loro paesi per raggiungere l'Europa. Mentre passare per la rotta verso l'Italia è diventato più difficile negli ultimi due anni, l'anno scorso 53.000 migranti sono arrivati in Spagna via mare, un numero triplicato rispetto all'anno precedente.

Solo 14 km separano il Marocco dalla regione spagnola dell'Andalusia, ma la breve distanza non è una garanzia di arrivare sani e salvi. Adolfo Serrano, responsabile del Centro di Coordinamento di Soccorso marittimo a Tarifa. "In condizioni meteo non buone - spiega - con un mare che cambia rapidamente, con forti correnti e con la nebbia in agguato, è francamente un viaggio molto pericoloso".

Soprattutto perché gli scafisti ammassano i migranti su gommoni e imbarcazioni fatiscenti che facilmente si ribaltano. Piccole barche difficili anche da localizzare con i radar. Così è stato per i 23 migranti morti a novembre a largo di Barbate, alla deriva durante una tempesta; non sono stati individuati in tempo. Solo altri 21 a bordo sono sopravvissuti.

Abou, 18 anni, originario della Costa D'Avorio, è uno dei 53mila arrivati nel Sud della Spagna lo scorso anno, un numero che supera di tre volte il dato del 2017. Sbarcato ad Almeria, ora è a Madrid. Ha attraversato l'Africa Settentrionale, poi in mare il Mediterraneo. Ci ha messo due anni per raggiungere l'Europa. "Le donne piangevano, anche gli uomini piangevano. Io no, ma non stavo bene - dice ricordando i momenti più difficili - pensavo che la mia vita fosse finita, davvero, pensavo di morire".

Salvato in mare, lui ce l'ha fatta, ora sta cercando lavoro in Spagna e vuole ottenere la residenza. In tanti, però, hanno perso la vita in quel bravo tratto di mare: circa 700 quest'anno. Molti di loro sono seppelliti nel cimitero di Tarifa, la maggior parte non sono mai stati identificati.

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