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SALUTE 09 SETTEMBRE 2021

Miocardite, come riconoscerla e curarla

Tutto sulla miocardite, infiammazione del miocardio, muscolo del cuore, in genere associata ad infezioni virali, batteriche o micotiche (o fungine).

 

Quando il cuore viene colpito da un’infezione, l’agente patogeno danneggia (o nel peggiore dei casi distrugge) le cellule muscolari delle sue pareti; allo stesso tempo, quelle del sistema immunitario, deputate a combattere l’infezione, possono a loro volta danneggiare il miocardio.

 

In questa circostanza, le pareti del cuore si ispessiscono ed indeboliscono, portando ai sintomi tipici dello scompenso cardiaco. In alcuni casi la miocardite non lascia strascichi, in altri, invece, al superamento della fase acuta, può seguire una compromissione della funzione cardiaca, con scompenso cardiocircolatorio cronico; altre possibili complicazioni sono sviluppo di cardiomiopatie e pericardite.

 

Gli agenti infettivi spesso responsabili della miocardite sono virus (come Coxsackie, Citomegalovirus, virus dell’epatite C, Herpes, HIV, Parvovirus), batteri (ad esempio Clamidia, Micoplasma, Streptococco) e funghi (fra i quali Candida, Criptococco, Histoplasma); altre possibili cause sono reazioni allergiche a farmaci o sostanze tossiche oppure malattie autoimmuni o genericamente infiammatorie (come artrite reumatoide, LES o sarcoidosi). L’infiammazione può restare asintomatica, in altri casi può portare a disturbi simili a quelli dell’influenza.

 

Sintomi d’interesse cardiologico di solito riferiti sono palpitazioni, dolori al petto, affaticamento, mancanza di respiro, svenimenti, riduzione della quantità di urine e comparsa di gonfiori agli arti inferiori. Non esistono vere misure preventive; di certo, è sempre opportuno trattare tempestivamente le infezioni batteriche o fungine, per preservare il cuore.

 

Per quanto riguarda il trattamento, quello più adatto può includere assunzione di antibiotici e di antinfiammatori e, se la compromissione cardiaca è grave, ricovero ospedaliero, terapia intensiva e trattamenti farmacologici meccanici, come posizionamento di pace-maker e impiego di defibrillatore.

 

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