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'Ndrangheta, parte dalla Calabria l'attacco globale con Interpol

30 GENNAIO 2020

Milano, 30 gen. (askanews) - L''Ndrangheta è l'organizzazione criminale più estesa, ramificata e potente al mondo: nasce in Calabria ma oggi è presente in 32 Paesi di quattro continenti ed è il principale broker del mercato mondiale degli stupefacenti. Una vera e propria holding 3.0, che conserva memoria dei suoi riti arcaici ma è al passo con la digitalizzazione e i nuovi sistemi di trasferimento del denaro, come i bitcoin. In quanto minaccia globale, per contrastarla è necessario un attacco globale. E' con questa premessa che prende il via "I-Can" (Interpol Cooperation Against Ndrangheta), il primo progetto Interpol finanziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano, che è stato presentato a Reggio Calabria.

Il prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza: "La ndrangheta rappresenta una minaccia in molti paesi nel mondo. La strategie di polizia è di implementare lo scambio di informazioni e investigazione grazie anche al contriobuto di Interpol".

Presente per l'Interpol, il segretario generale, Jurgen Stock: "Sono molto lieto di essere qui per avviare oggi un importante programma basato ovviamente sull'autorità e l'esperienza delle autorità italiane ma che unirà forze globali con il coordinamento dell'Interpol per combattere un fenomeno globale", ha spiegato Stock.

Tra gli obiettivi del progetto I-Can c'è quello informare approfonditamente i paesi partner sul fenomeno criminale e sull'efficacia della normativa antimafia italiana, compresi gli strumenti come le misure di prevenzione, che permettono di aggredire le organizzazioni criminali attraverso i sequestri dei loro patrimoni illeciti già nella fase ante delictum.

Altro punto del progetto è la cattura dei latitanti - sono 134 con Rocco Morabito e Francesco Pelle in cima alla lista dei più pericolosi - e l aggressione ai patrimoni illeciti. In questa prospettiva giocheranno un ruolo fondamentale le banche dati delle forze di polizia interconnesse ed interoperabili.

E, soltanto per l Italia, il progetto prevede lo studio di dati freddi, relativi ad indagini già chiuse, per lo sviluppo di un software di analisi predittiva e di business intelligence per imparare a riconoscere i segni premonitori e anticipare i rischi legati alla minaccia, perché spesso quando le forze di polizia individuano la presenza della Ndrangheta è troppo tardi.

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