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CURIOSITÀ 13 GENNAIO 2022

Niente criminali: i poliziotti vanno a caccia di Pokemon

Questa storia sembra la trama di un film, invece è accaduto davvero a Los Angeles. Due poliziotti sono andati a caccia di Pokémon in servizio, lasciando impuniti i ladri. I partner sono stati sorpresi in un parcheggio vicino al luogo da dove era partita una segnalazione di furto. A essere coinvolto è stato un grande magazzino che, però, non ha ricevuto l’assistenza in maniera tempestiva.

A incastrarli sono stati i filmati della loro videocamera, quella in dotazione a tutte le vetture delle forze dell’ordine. Una revisione delle registrazioni non ha lasciato dubbi e il licenziamento è stato inevitabile.

Stavano giocando al famoso gioco Pokémon Go e hanno preferito inseguire uno Snorlax al posto dei ladri che si erano appena macchiati di un reato. Nonostante abbiano negato le accuse, l’evidenza non ha lasciato loro scampo.

Cosa è successo davvero

I due poliziotti a caccia di Pokémon hanno presentato ricorso ma a nulla è servito. Non hanno potuto evitare di perdere il loro posto di lavoro. Le registrazioni hanno fatto emergere come, nei 20 minuti successivi alla chiamata ricevuta dalla centrale, abbiano preferito inseguire delle creature virtuali che man mano apparivano negli schermi dei cellulari. È stato scoperto che Louis Lozano ed Eric Mitchell si trovavano da tutt’altra parte rispetto all’indirizzo del furto: in un vicolo vicino al grande magazzino vittima dei malviventi. A confermare l’accaduto anche il capitano Davenport che ha sentito la chiamata e ha raggiunto il luogo indicato.

A nulla è servito giustificarsi con un malfunzionamento della radio che non avrebbe permesso ai due agenti di rispondere alla richiesta d’intervento. Anche le conversazioni fra i due sono state chiaramente riconducibili a una sessione di gioco virtuale. “I ragazzi saranno così gelosi”, “pattuglia extra”: sono alcune delle frasi registrate dalla videocamera. Sono stati accusati anche di aver dato dichiarazioni fuorvianti sull’accaduto e di aver cercato di depistare le indagini sul proprio conto.

Insomma, quella che è stata considerata erroneamente una bravata dai protagonisti di una vicenda a dir poco surreale è costata cara. Non poteva esserci un epilogo diverso dal licenziamento. E adesso i due poliziotti a caccia di Pokémon avranno molto più tempo libero per assecondare le loro passioni ludiche, ma chissà se ne avranno ancora voglia.

 

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