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MOTORI 16 MAGGIO 2022

Perché abbassiamo il volume quando parcheggiamo?

Capita a chiunque di abbassare il volume – se non addirittura spegnere del tutto la musica – dell’autoradio mentre effettua le manovre, spesso delicate, necessarie per parcheggiare l’automobile. Ma perché lo facciamo?

A primo acchito verrebbe da pensare si tratti semplicemente di un modo per eliminare le distrazioni, ciò è in parte vero ma la realtà è più complessa.

Perché quando parcheggiamo sentiamo il bisogno di abbassare la musica?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare “ascoltare la musica” non è un qualcosa di passivo, anzi, per il nostro cervello è a tutti gli effetti un’attività “da svolgere”.

Come qualsiasi attività, per essere “eseguita” richiede un dispendio energetico. Quando svolgiamo due attività contemporaneamente abbiamo la percezione che il nostro cervello sia costantemente concentrato su entrambe, ma non è così.

L’attenzione primaria del cervello – qui ne abbiamo descritto il funzionamento  infatti, rimbalza continuamente da un’attività all’altra. Questo andare avanti e indietro tra stimoli sensoriali diversi, più che distrarci ci porta letteralmente ad un calo delle prestazioni, diminuendo i nostri tempi di reazione e moltiplicando le possibilità di commettere errori di valutazione.

Abbassare il volume della radio serve dunque a migliorare la nostra performance, togliendo spazio all’altro “compito”, che il cervello declassa a secondario, concentrandosi su quello principale per una mera questione di praticità.

Anche in questo caso è stata l’evoluzione a plasmare questo meccanismo, che ha consentito agli esseri umani di evolversi in maniera tale da poter gestire i diversi stimoli ambientali, assegnandogli diverse priorità a seconda del momento.

Di norma, come spiegato dallo scienziato cognitivo Art Markman, siamo in grado di ascoltare e goderci la musica mentre guidiamo soltanto perché lo facciamo in situazioni in cui l’attività di guida non occupa del tutto le nostre facoltà mentali.

La situazione cambia però se stiamo anche cercando un numero civico, un punto di incontro, un’insegna in una via che non conosciamo, ma anche se inizia a piovere o se dobbiamo prestare particolare attenzioni alle indicazioni stradali.

Sono tutte situazioni che, analogamente al parcheggio, portano spesso le persone ad abbassare il volume in automatico, anche se, di fatto, se qualcuno sul momento chiedesse loro perché lo fanno, probabilmente non sarebbero in grado di rispondere.

Parcheggiare è dunque un’attività ben diversa da guidare, che richiede al cervello umano una concentrazione ed uno sforzo di gran lunga superiore.

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