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CURIOSITÀ 30 MAGGIO 2019

Perché i bambini piangono?

Dopo la nascita, il bambino piange per imitare il linguaggio materno. Ogni neonato, infatti, ascolta attentamente ciò che lo circonda sin da quando è nell’utero, cercando poi, una volta venuto al mondo, di emulare i suoni appresi con l’unico strumento vocale che è in grado di usare: il pianto.

I nostri cuccioli nascono molto immaturi rispetto a quelli degli altri mammiferi, perché il cervello umano è un organo che non può crescere nel grembo materno sino a raggiungere una maturazione completa: se così non fosse, la testa dei bambini non riuscirebbe a passare attraverso le ossa della pelvi, che formano il cosiddetto canale del parto.

Si è calcolato che si dovesse partorire un bimbo con uno sviluppo paragonabile alle specie animali più vicine alla nostra, la gravidanza dovrebbe durare oltre venti mesi! Mentre i cuccioli di mammiferi appena nati hanno già molte competenze, il nostro bebè non dispone ancora di un linguaggio comprensibile e utilizza quindi il pianto come sua unica forma di comunicazione.

Un consiglio importante per le neomamme e i neopapà: attenzione alla sindrome da scuotimento, in inglese detta shaken baby syndrome: se il bimbo piange a dirotto al punto da farvi perdere la pazienza, non scuotetelo fra le braccia in avanti e indietro nel tentativo di calmarlo. Questi bruschi e maldestri movimenti potrebbero infatti causare micro emorragie nel cervello o negli occhi, con esiti anche gravissimi.

Dovete solo armarvi di pazienza e di una buona ninna nanna!

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