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CURIOSITÀ 21 OTTOBRE 2019

Perché in aereo ci viene più sonno?

Perché in aereo ci viene più sonno?

Capita sovente che, non appena l’aereo decolla, si è assaliti da un’improvvisa ed inevitabile voglia di abbandonarsi fra le braccia di Morfeo. Ma perché in volo ci viene più sonno?

Il motivo è dovuto alla pressurizzazione interna all’aeromobile. Le compagnie aeree, per regolamento, sono obbligate a mantenerla equivalente ad un’altitudine che va da un minimo di 6.000 a un massimo di 8.000 piedi, ovvero 1.800-2.400 metri. Come in montagna, per intenderci. Secondo i medici, oltre i 7.000 piedi la saturazione di emoglobina nel sangue inizia a diminuire, il che significa che il nostro corpo assume meno ossigeno ogni volta che respiriamo. E, come ben sappiamo, il fisico risente della minor ossigenazione. Chi non è abituato a tali altitudini, si sentirà più affaticato e avrà i riflessi rallentati, in quanto il suo corpo inizierà a ridurre il dispendio energetico per compensare la mancanza di ossigeno. Pare che venga più sonno quando si vola con una compagnia aerea low cost: secondo alcuni piloti, infatti, sui vettori a basso costo la cabina sarebbe meno pressurizzata per risparmiare carburante, quindi ci sarebbe meno ossigeno e ci si addormenterebbe più facilmente. Variare il livello di pressurizzazione sembra faccia risparmiare fino al 2-3% di carburante durante un volo, il che equivale a migliaia di euro economizzati.

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