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CURIOSITÀ 14 DICEMBRE 2021

Perché si fanno regali a Natale

Natale non è solo alberi decorati, pandori, panettoni e pranzi in famiglia. Una delle costanti della festa più magica dell’anno è senza dubbio la corsa sfrenata ai regali. Ma… perché li facciamo

 

 

Quella dei regali è una tradizione che risale a tempi antichi: secondo la leggenda fu Tito Tazio, sovrano dei Sabini, 700 anni a.C., a dare il via all’usanza. Si dice che il re pretendesse ogni Capodanno di ricevere in dono dai suoi sudditi rametti d’ulivo provenienti dal bosco sacro della dea Strenia (da cui deriva la parola “strenna”); un gesto beneaugurale che portò poi anche i popolani a scambiarsi i ramoscelli sacri.

 

 

In seguito, la tradizione venne assimilata dai Romani: dal 17 al 24 dicembre, durante le celebrazioni dei Saturnali, ciclo di feste in onore di Saturno, dio dell’agricoltura, si era soliti donarsi l’un l’altro come portafortuna piccoli rami di vischio e alloro e i Lari, statuette raffiguranti i morti. Con l’avvento del cristianesimo, i regali sono stati associati all’oro, all’incenso e alla mirra, secondo quanto narrato dal nuovo testamento, portati in dono a Gesù Bambino dai tre Re Magi.

 

 

Ma è con la scoperta dell’America, grazie ai primi coloni olandesi, che la figura di Santa Claus (il nostro Babbo Natale) è approdata nel Nuovo Mondo, portando regali a tutti i bambini buoni. Da allora, l’usanza di scambiarsi doni si è distaccata alla religione, acquisendo un significato sempre più laico.

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