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CURIOSITÀ 09 AGOSTO 2022

Pericolo tuffi: gli errori da evitare

Con l’estate torna il periodo dei tuffi in mare da una scogliera, un trampolino o una barca. Questa pratica, però, non è esente dall’avere un’alta probabilità d’infortunarsi. Sia che si sia tuffatori esperti che meno pratici, prima di gettarsi in acqua ci sono alcune valutazioni da fare per evitare i pericoli. La sicurezza deve essere sempre al primo posto. I rischi di farsi male sono infatti numerosi e, per lo più, possono verificarsi traumi alla spina dorsale o al collo, rottura della clavicola o lesioni ai piedi o alle ginocchia. Ecco quindi qualche consiglio sugli errori da evitare per riuscire a esibirsi in un tuffo perfetto e in totale sicurezza.

Gli errori da evitare quando ci si tuffa

Uno studio pubblicato su Science Advances ha calcolato la probabilità di infortunio quando un tuffatore non professionista impatta con l’acqua da varie altezze e in diverse posizioni. Dopo aver parlato dell’insospettabile errore con l’acqua, ora vediamo cosa non si deve fare quando ci si tuffa. Riguardo alle posizioni, per esempio, sopra gli 8 metri, non ci si dovrebbe buttare di testa con braccia e mani lungo i fianchi perché si rischiano traumi alla spina dorsale o al collo. Sopra i 12 metri è sconsigliabile il tuffo di testa con le mani in alto perché ci si potrebbe rompere la clavicola. Sopra i 15 metri, no al tuffo di piedi perché potrebbe causare ferite alle gambe.

Gli errori tecnici da non fare per un tuffo in sicurezza

A provocare infortuni sono anche alcuni errori tecnici mentre ci si tuffa. Per esempio, sono da evitare i salti alti se non si è degli esperti e anche tenere gli occhi chiusi durante il tuffo aumenta la possibilità di entrare in acqua in modo scorretto. Assolutamente da evitare è tuffarsi dove ci sono rocce esposte o terreno friabile che potrebbe farvi scivolare. Altro divieto è tuffarsi da soli. Meglio essere accompagnati da amici o persone care che potrebbero intervenire in caso di infortunio. Da evitare anche di saltare quando il mare è mosso o ci sono correnti troppo forti. Per esempio se nel mare c’è la corrente di risacca, diventa molto pericoloso stare in acqua perché le onde procedono in direzione opposta e dalla riva spingono al largo, sono forti e possono spostare una persona per la lunghezza di un campo da calcio in appena 1 minuto.

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