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NOTIZIE 07 SETTEMBRE 2020

Petrolio, il colosso russo Rosneft colpisce ancora nell'Artico

Milano, 7 set. (askanews) - Il petrolio russo sta reggendo ai marosi della crisi meglio di quanto previsto. Mosca è il produttore finanziariamente più stabile, secondo gli esperti e come dimostra da metà marzo in poi anche la relativa tenuta dell andamento dei listini di Borsa della prima società energetica del Paese, Rosneft, che ha appena avviato perforazioni indipendenti, con approccio scientifico,sulla piattaforma del mare di Kara, nell Artico.

Le riserve di queste aree ammontano a quasi 2 miliardi di tonnellate di petrolio e 3,7 trilioni di metri cubi di gas, secondo la compagnia, che sottolinea pure come le due piattaforme di perforazione siano all avanguardia, soddisfano i più elevati requisiti di sicurezza industriale e ambientale. Anche se la profondità del mare relativamente bassa e la vicinanza alle sorgenti di iceberg hanno complicato in modo significativo l'inizio dei lavori.

Igor Sechin, dal 2012 Ceo del colosso petrolifero e dal 2004 al timone del consiglio dei direttori, spiega che Rosneft sta lavorando non solo nel mare di Kara. "Ci stiamo preparando per la fine della crisi economica globale in modo che entro il 2023-2024, saremo in grado di offrire nuovi volumi di petrolio ai mercati che sono destinati a crescere", ha dichiarato.

La società possiede 55 licenze per le acque dell'Artico, dell'Estremo Oriente e dei mari meridionali della Russia. Le risorse di idrocarburi in queste aree sono stimate a 41,5 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio.

Ma oltre al Kara Sea "Arctic Project", ci sono altri programmi chiave come quello nell'Est Taimyr: Vostok Oil (il petrolio dell Oriente) ha una base di risorse su larga scala, contribuisce per un 2% al Pil russo e aggiunge 100mila posti di lavoro. Oltre ad essere competitivo poiché sulla rotta del Mare del Nord. Ed entro il 2030, la produzione di petrolio nell'ambito del progetto potrebbe raggiungere i 100 milioni di tonnellate. E poi la cantieristica come il complesso Zvezda che è stato creato nell'Estremo Oriente russo da un consorzio di investitori guidato da Rosneft e oggi ha già un portafoglio ordini di oltre 40 navi, 59 se si considerano anche le opzioni.

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