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Punture di meduse, cosa fare e cosa no

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06 AGOSTO 2020 2.053 visualizzazioni

Ecco 9 consigli utili in caso di incontro ravvicinato con una medusa.

 

 

1.
Per diluire la tossina non ancora penetrata, lavate la parte colpita con acqua di mare. Da evitare assolutamente l’acqua dolce: potrebbe favorire la rottura delle nematocisti (strutture urticanti usate dalle meduse per difendersi) rimaste sulla pelle.

 

 

 

2.
Togliete con pazienza dalla pelle i filamenti residui; per farlo utilizzate una tessera di plastica rigida (come bancomat o tessera sanitaria) oppure un coltello dalla parte piatta.

 

 

3.
Applicate localmente un gel astringente al cloruro d’alluminio ad una concentrazione del 5%; lenirà il prurito e impedirà la diffusione delle tossine.

 

 

 

4.
Se subentrano reazioni cutanee diffuse, difficoltà respiratorie, nausea, vomito e vertigini recatevi tempestivamente al pronto soccorso.

 

 

5.
Non strofinate la parte lesa con la sabbia. È vero, le tossine sono termolabili (inattivate cioè dal calore) ma perché ciò accada la temperatura dovrebbe essere di circa 50 gradi.

 

 

6.
Per questa volta lasciate perdere i rimedi della nonna: niente urina, ammoniaca, alcol o aceto. Specialmente i primi due potrebbero infiammare ulteriormente la zona colpita.

 

 

7.
Non grattatevi, anche in questo caso rischiereste di rompere le nematocisti residue, liberando altro veleno urticante.

 

 

8.
La reazione è localizzata? Resistete e fate a meno di cortisonici ed antistaminici; questi entrano in azione dopo circa 30 minuti dall’applicazione, cioè quando la reazione è già naturalmente passata.

 

 

9.
Per qualche giorno niente sole, o perlomeno evitate di esporre la parte colpita.  Post puntura l’arrossamento lascia il posto a un’iperpigmentazione, che i raggi UV potrebbero rendere duratura. Se volete quindi evitare macchie scure sulla pelle utilizzate una crema solare a filtro totale (50+).

 

 

Una curiosità: se avete la fobia delle meduse non vi piacerà sapere che la Cyanea capillata, la medusa criniera di leone, raggiunge i 2 metri di diametro, con tentacoli lunghi fino a 10 metri; è una delle più grandi specie al mondo, ed è tipica delle acque fredde dell’Artico, del Pacifico, dell’Atlantico e del Mare del Nord.

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