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CURIOSITÀ 20 GENNAIO 2023

Riaperto il caso di Emanuela Orlandi: ecco la versione dei servizi segreti

Il caso di Emanuela Orlandi è tra gli eventi di cronaca più misteriosi del nostro paese. Il suo caso, però, a distanza di 40 anni è stato riaperto dalle autorità vaticane.

 

Perché il caso di Emanuela Orlandi è stato riaperto

Sembra che Papa Francesco – con l’obbiettivo di fare chiarezza su questa storia –  abbia dato il mandato alle autorità vaticane di riaprire il caso.

In tutti questi anni, però, la famiglia non si sarebbe mai arresa, e uniti hanno continuato per 40 anni a chiedere verità e giustizia per Emanuela Orlando.

Il fratello di Emanuela, Paolo Orlandi, tramite l’avvocato di famiglia, Laura Sgrò,  però, ha fatto sapere che ha appreso la notizia della riapertura del caso solo dalle agenzia di stampa e non dalle autorità competenti. In ogni caso, Paolo Orlandi e l’Italia intera sperano che questa ennesima riapertura del caso ponga la giusta luce sulla vicenda, al fine di arrivare alla sua risoluzione definitiva.

 

Caso Emanuele Orlandi: la versione dei servizi segreti

Negli anni si sono susseguite numerose teorie attorno alla scomparsa della ragazza, il 22 giugno 1983. Quella che però sembra essere la più plausibile è quella ipotizzata dai servizi segreti: andata in onda ad “Atlantide – Speciale Emanuela Orlandi” con Andrea Purgatori.

 

Nelle settimane prima della sua scomparsa, Emanuela sarebbe stata avvicinata da alcuni spacciatori di Piazza Navona, gli stessi che le avevano offerto dei soldi per distribuire dei cosmetici. La sera della sua scomparsa Emanuela avrebbe accettato un passaggio a casa da questi individui, ma questa offerta si sarebbe tramutata in un tentativo di stupro finito male. La morte della ragazza potrebbe essere avvenuta proprio quella sera.

 

Un’organizzazione mafiosa, approfittando del grande clamore della sua scomparsa, avrebbe utilizzato questa storia come tornaconto. L’organizzazione, infatti, ha chiesto la restituzione di 140 miliardi di lire consegnate allo IOR di Monsignor Marcinkus (uomo immischiato in affari loschi) per essere riciclate. La somma, però, andò perduta dopo il crack di Banca Ambrosiana. Per questa operazione la malavita ingaggiò un uomo, forse Renatino De Pedis, che in poco tempo trovò e uccise i due assassini di Emanuela. Questo, poi, prese tutti gli effetti personali della ragazza per fingere di essere con lei.

Sono ancora molti i lati oscuri di questa storia e forse la riapertura del caso può finalmente metter fine alla vicenda.

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