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Sanità, al Welfare Day 2018 si conferma crescita spesa privata

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06 GIUGNO 2018

Roma, (askanews) - Continua a lievitare la spesa sanitaria privata. L'anno scorso ha raggiunto i 40 miliardi di euro (+2,9%) con un aumento medio tra il 2013 e il 2017 pari al 9,6%, quasi il doppio rispetto al trend dei consumi complessivi. Sempre più italiani pagano dunque di tasca propria per le prestazioni sanitarie. Nell ultimo anno sono stati 44 milioni, soltanto due anni fa, erano 36 milioni, con un aumento pari al 22%.

La fotografia scattata nel Welfare Day dal consueto rapporto, l'ottavo, realizzato da Censis e Rbm Assicurazione Salute mostra un quadro allarmante, che richiede rapidi correttivi per cambiare rotta. L'anno scorso le prestazioni pagate di tasca propria dagli italiani sono state 150 milioni, con un esborso medio di 655 euro. E meno del 15% della spesa privata è rimborsato da forme sanitarie integrative, con sette milioni di italiani che si sono indebitati per far fronte alle spese sanitarie e 2,8 milioni hanno dovuto vendere le casa o svincolare risparmi. La spesa sanitaria privata rappresenta allora in questi termini la più grande forma di disuguaglianza in sanità. Marco Vecchietti, amministratore delegato di Rbm Assicurazione salute:

"Il rapporto dimostra in modo molto evidente come la spesa sanitaria privata per dirla con una battuta non sia una cosa da ricchi ma anzi riguarda i redditi medio bassi in modo particolarmente significativo, i cittadini in condizione di fragilità sanitaria, gli anziani, i non autosufficienti. Continuare a lasciare i cittadini di fronte alla necessità di scegliere tra curarsi pagando di tasca propria e non curarsi non fa altro che aumentare la disuguaglianza, che soprattutto in campo sanitario è assolutamente inaccettabile".

Le soluzioni, per provare a riequilibrare un sistema già ibrido, sono legate alla reale costruzione del cosiddetto secondo pilastro, insieme alle formule proposte dal nuovo welfare aziendale e contrattuale. Ancora Vecchietti:

"Perchè non mettere a disposizione di tutti questo strumento e quindi il vantaggio che già oggi molti lavoratori dipendenti hanno che attraverso la sanità integrativa, quindi polizze sanitarie e fondi sanitari, hanno la possibilità di ridurre in misura significativa, con un risarcimento di poco inferiore al 70 per cento della spesa privata? Strumento che non farebbe altro che migliorare l'equità e favorire un migliore accesso alle cure".

Se dunque, come ha ricordato il titolo del Welfare Day di quest'anno, la sanità "è un diritto. Di tutti", l evoluzione verso un modello multi-pilastro anche in sanità appare sempre più ineludibile anche nel nostro Paese, che ha visto trasformare nel tempo l'approccio dei cittadini alla sanità e alla salute. Come ha sottolineato il presidente del Censis Giuseppe De Rita:

"Tutti noi abbiamo aspettative moltiplicate rispetto al passato, molto più ricche e diversificate. Non andiamo spesso neppure più al SSN, ma direttamente sul mercato o in azienda se c'è del welfare aziendale, ci facciamo la polizza assicurativa per essere tranquilli. Quindi si sono moltiplicate le aspettative dei singoli e si sono moltiplicate le offerte per corrispondere. Per cui oggi si trovano offerte low cost o high cost, e l'idea stessa che c'è un pilastro o un secondo non funziona neanche più perchè il primo è quello che fa civile una società come la nostra. Il resto è una moltiplicazione di offerte, di pilastrini potremmo dire".

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