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Sanita' integrativa, Cuzzilla: piu' dialogo pubblico-privato

23 MAGGIO 2017

Roma, (askanews) - Focus sul welfare sanitario e sulla sanita' giusta con Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager.

Proprio Federmanager ha presentato uno studio recentemente sul ruolo della sanita' privata e sulla percezione che c'e' del servizio sanitario nazionale e della sanita' privata in Italia: 'E' stato un convegno, quello della presentazione di questi dati, che voleva appunto precisare cose importanti - dice Cuzzilla -.

Il servizio sanitario nazionale non va messo certo in discussione, e' fondamentale.

Ma nell'analizzarlo, da dirigenti che guardano al medio-lungo periodo, non possiamo non vedere come avremo sempre piu' persone anziane, non autosufficienti.

E su questo il servizio sanitario nazionale non ce la puo' fare se non cambia il sistema.

Ci sono grandi differenze peraltro in Italia tra regioni, e noi dobbiamo invece garantire equita' a tutti i cittadini.

Contemporaneamente si sta dimostrando come nelle diverse forme di welfare aziendale analizzate i dipendenti preferiscono piu' una polizza sanitaria, un fondo sanitario, che un aumento.

Questo indica preoccupazione rispetto alle prestazioni del servizio sanitario nazionale.

E' chiaro che ci sono sacche di inefficienza, e la preoccupazione principale riguarda i tempi di attesa del pubblico.

Qui il sistema privato vince, ed il cittadino dovrebbe avere liberta' di scelta su questo.

Poi vanno razionalizzate le spese, studiando bene il fenomeno della sanita' guardando ad una centrale unica di spesa.

Poi piu' prevenzione, dove il paese investe poco.

Cosa che creera' grandi problemi non solo alla salute dei cittadini ovviamente ma anche al capitolo generale di spesa sanitaria.

Piu' cio' che questo genera nella gestione di una famiglia, anche per quanto riguarda la condizione economica della stessa.

Ecco, per questo pubblico e privato si devono parlare'.

'Gia' noi abbiamo una spesa out of pocket di 34 miliardi di euro, ma non sappiamo quanti miliardi ci siano ancora di nero.

Ed e' chiaro che sotto questo profilo dobbiamo intervenire perche' l'evasione fiscale nella sanita' e' enorme.

L'incentivazione, cioe' dare a tutti i cittadini, non solo i dirigenti, come accade con il fondo Fasi open da noi aperto, la possibilita' di accedere al privato significa pagare ma sempre con fattura.

Viene eliminato dunque il nero e questo significa per lo stato un recupero miracoloso di entrate'.

Quindi alla ricerca di una sanita' giusta partendo proprio dal lavoro di analisi da voi fatto.

Ma quali progetti sono in campo? 'Tanti, innanzitutto colloquiare di piu' con le aziende, far capire che questo e' uno strumento importante.

Proprio perche' il lavoratore con la sanita' integrativa si sente piu' tutelato rende di piu'.

Emerge sempre dai nostri studi, laddove il lavoratore, anche in altri campi di tutela sociale, penso agli asili nido, si sente tranquillo il suo apporto e' maggiore.

E tutte le aziende che hanno seguito questa via di welfare sono rimaste al riparo dalla crisi o l'hanno superata piu' velocemente di altre.

Dunque e' necessario defiscalizzare di piu' le imprese per consentire maggiori investimenti in sanita' integrativa, come detto con un ritorno positivo sul servizio sanitario nazionale, e poi maggior confronto sugli investimenti con il ministero della Salute.

Ad esempio puntando sulla prevenzione, una prevenzione che sia veramente per tutti'.

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