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CURIOSITÀ 03 GENNAIO 2023

Sta succedendo qualcosa sulla Costiera Amalfitana: l'allarme

L’Italia è un luogo meraviglioso. Alterna paesaggi unici a città che non sono altro che grandi musei a cielo aperto. Nessuno meglio di chi ci vive può riconoscere tali caratteristiche, spesso confermate dai numerosissimi turisti che ogni anno raggiungono il Belpaese. Tra i luoghi turistici più apprezzati troviamo indiscutibilmente la Costiera Amalfitana, un tratto di costa tra i più suggestivi dell’intera area mediterranea.

Eppure, esattamente come per il resto del pianeta colpito da disastri ambientali di ogni tipo, anche nelle nostre località risuonano campanelli di allarme. È risaputo l’innalzamento del livello del mare sia un problema a livello globale, dettato dall’aumento delle temperature e dal conseguente scioglimento degli ghiacci. Spesso, parlando di allarme, si fa riferimento a Venezia come la città più a rischio. Non a caso la recente messa in opera del Mose aiuta a arginare, almeno parzialmente, il problema. 

Ma in un Paese con circa 8mila km di coste nessuna località può definirsi al sicuro e la problematica del livello del mare si aggrava sempre più con il passare del tempo.

Cosa sta succedendo sulla Costiera Amalfitana

La costa tirrenica campana e, in particolare, la Costiera Amalfitana, è un luogo suggestivo quanto fragile. E come tale va protetto. Sono tanti gli allarmi che risuonano in zona. A partire dal traffico con un milioni di veicoli che ogni mesi percorrono la delicata statale costiera. Ma non solo. Di recente l’Ance Aies Salerno ha dipinto un quadro allarmante per rischio idrogeologico, sottolineando come sia necessario intervenire tempestivamente sui fiumi per evitare frane.

Come se non bastasse, ora l’attenzione si sposta sul mare: negli ultimi 20 anni, l’innalzamento del livello del Tirreno in Costiera Amalfitana italiana è pari al doppio di quella registrata lungo la Costa del Sol in Spagna. Entro il 2100, senza porre un freno all’attuale scioglimento dei ghiacci a livello globale, il mare potrebbe invadere non solo la Costa di Amalfi, ma anche Paestum.

I risultati dello studio sull’innalzamento del mare nel Mediterraneo, però, hanno fornito dati non omogenei: se la zona tirrenica di fronte alle coste campane subisce gli aumenti maggiori, altre zona come il mar Adriatico, Egeo e Levantino sono aumentate di “soli” otto centimetri in due decenni. Dati migliori anche per Creta con un aumento di quattro centimetri in vent’anni. I ricercatori sospettano che queste oscillazioni dipendano dai cambiamenti nella densità dell’acqua e nei modelli di circolazione nel Mediterraneo.

Lo studio sull’innalzamento del livello del mare Mediterraneo

Per modellare il cambiamento del livello del mare nel bacino del Mediterraneo, i ricercatori hanno combinato i dati dei mareografi e dei satelliti con le misurazioni dello scioglimento dei ghiacci. Non senza sorpresa, hanno scoperto che il livello del mare è sceso di circa 9 millimetri tra il 1960 e il 1989, a causa dell’aumento della pressione atmosferica sul bacino. Ma dal 1989, il riscaldamento dell’oceano e lo scioglimento del ghiaccio terrestre hanno guidato un rapido aumento del livello del mare, raggiungendo un tasso medio di 3,6 millimetri all’anno nel bacino del Mediterraneo negli ultimi due decenni. Come abbiamo visto, però, l’aumento non si è diffuso in modo uniforme.

Strutture come le pareti marine sono efficaci ma costose. “Stime affidabili dell’innalzamento del livello del mare locale aiuteranno i pianificatori a prendere decisioni convenienti”, ha affermato Francisco Mir Calafat, del National Oceanography Centre di Liverpool.

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