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CURIOSITÀ 17 SETTEMBRE 2021

Tartarughe Caretta Caretta, il fortunato salvataggio in Sardegna

Proteggere gli animali è una precisa responsabilità dell’uomo. Il pianeta non appartiene solo a lui, ma anche alla flora e alla fauna, marina e di terra, che lo abitano. Quando si tratta delle tartarughe Caretta Caretta (o di qualsiasi altro animale della stessa specie) l’attenzione deve essere maggiore.

L’inquinamento e la presenza massiccia di plastica nei mari, infatti, le minacciano ogni giorno e purtroppo sono tante a morire. Lo sanno bene i protagonisti di questo video, che è diventato subito virale. Due atleti dei mondiali di pesca in apnea le hanno trovate nelle acque di Arbatax, in Sardegna, e si sono presi cura di loro.

Non tutti forse sanno che le tartarughe Caretta Caretta si nutrono di meduse. Contribuiscono a mantenere l’equilibrio del sistema marino (una presenza eccessiva lo metterebbe a rischio), ma per questo loro istinto sono sempre in pericolo. Confondere una medusa con un sacchetto di plastica, infatti, non è difficile. Ecco perché spesso firmano la loro condanna a morte senza saperlo. La tartaruga, che non ha la possibilità di vomitare quello che assume a causa della conformazione del suo esofago, immagazzina materiale altamente nocivo senza poterlo espellere. Il senso di sazietà farà il resto: non sentendo l’esigenza di mangiare, muore di fame.

Cosa fare se si avvista una tartaruga?

Tutto questo è evitabile con salvataggi come quello di oggi in Sardegna. Ecco perché i centri di recupero raccomandano sempre di portare da loro qualsiasi esemplare avvistato, anche se apparentemente in buona salute. Un danno esterno, come la lesione del carapace per esempio, è visibile; un’ingestione di plastica no. Solo una indagine diagnostica può scongiurare il peggio. Se non si è in grado di procedere al prelevamento in sicurezza delle tartarughe Caretta Caretta, o di specie simili, è possibile contattare la Capitaneria di Porto e dare le coordinate precise.

Dopo che i veterinari avranno effettuati tutti i controlli di rito, quindi, interverranno chirurgicamente in caso di necessità. In caso contrario, se l’animale sta bene, si procederà alla sua liberazione. Non prima, però, di averle messo una targhetta identificativa e averla inserita nei database. In questo modo eventuali altri avvistamenti permetteranno un monitoraggio più efficace. Insomma, non si tratta solo di immagini dolcissime da vedere, queste, ma anche di un atto che può aver salvato la vita di queste splendide creature.

 

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