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TFS: cos'è e la differenza con il TFR

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28 FEBBRAIO 2020 5.466 visualizzazioni

A differenza dei lavoratori subordinati del settore privato che (nel momento della cessazione del contratto di lavoro) hanno diritto al TFR, ai dipendenti subordinati del settore pubblico e statale spetta il TFS. Ecco cos’è e in cosa differisce dal TFR.

 

La prima differenza tra il Trattamento di fine rapporto e il Trattamento di fine servizio è la composizione: il primo spetta ad ogni lavoratore subordinato;

 

il secondo prevede importanti distinzioni, componendosi di tre diversi tipi di liquidazione:

  • l’indennità di Buonuscita (IBU) spetta ai dipendenti statali in senso stretto (ovvero dipendenti di: Ministeri, agenzie Fiscali, scuola e Università statale).
  • l’Indennità Premio di Servizio (IPS) spetta ai dipendenti di Enti Locali, Regioni e Servizio Sanitario Nazionale.
  • l’Indennità di Anzianità (IA) spetta ai dipendenti di Enti Pubblici non economici e Camere di Commercio.

 

Il TFS è corrisposto a tutti colori che sono stati assunti con un contratto a tempo indeterminato entro il 31 Dicembre 2000; chi invece in data successiva è soggetto all’applicazione del TFR.

 

In cosa differiscono sostanzialmente TFR e TFS? Nella modalità di calcolo. Il primo, infatti, ha carattere di salario differito, il secondo ha carattere previdenziale.

 

Come accedere al TFS?

Quando avviene la cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il dipendente statale ha automaticamente diritto a ricevere il TFS senza presentare istanze particolari.

 

Le tempistiche di erogazione sono diverse a seconda delle cause di cessazione del rapporto lavorativo:

  • 105 giorni, se interrotto per inabilità o decesso;
  • oltre i 12 mesi, se concluso per questioni di anzianità o se scaduto il contratto a tempo determinato;
  • oltre i 24 mesi, in tutti gli altri casi (inclusi dimissioni e licenziamento).

 

Le modalità di erogazione variano invece a seconda dell’importo:

  • se uguale o inferiore a 50.000€ lordi, un’unica soluzione;
  • se tra 50.000 e 100.000€ lordi, due rate annuali;
  • se superiore a 100.000€ lordi, tre rate annuali.

 

A differenza dei lavoratori subordinati del settore privato che (in alcuni casi specifici) possono richiedere un anticipo del TFR, i dipendenti pubblici finora non hanno potuto godere dello stesso diritto. Ora però è in discussione la possibilità di concedere questo servizio anche ai dipendenti statali.

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