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Torino, fra esoterismo e massoneria

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27 LUGLIO 2020 1.191 visualizzazioni

Ecco i luoghi più misteriosi del capoluogo piemontese, detto la “città magica”.

 

Torino è famosa per essere una delle punte (con Praga e Lione) del triangolo di magia bianca del mondo.
Il suo fascino esoterico è presente in diversi monumenti, fra simboli magici, mascheroni e serpenti di pietra. In via Lascaris si trova un palazzo, oggi sede di una banca, in passato dimora di una Loggia Massonica; all’esterno sono presenti strane fessure a forma di occhi, probabilmente un tempo atte ad illuminare i ritrovi sotterranei. E proprio un massone (Alessandro Antonelli) cominciò la costruzione (nel 1863) di uno dei monumenti più celebri: la Mole Antonelliana. Secondo gli esperti di esoterismo sarebbe un’antenna, nata per irradiare energia positiva; si dice che per questo Nietzsche era solito pranzare nei suoi dintorni.

 

 

Stando al mito la Chiesa Gran Madre condurrebbe al Sacro Graal; a sostegno di questa teoria le due statue poste davanti all’edificio, una delle quali rappresentante, appunto, un calice. Piazza Statuto è considerata, invece, un luogo negativo, coincidente col vertice torinese del triangolo oscuro di cui la città farebbe parte con San Francisco e Londra.
Ad aggiungere terrore ci pensa lo snodo delle fognature (nell’antichità “bocche dell’inferno”) posto proprio al centro della piazza.
Qui monumento famoso è la fontana del Traforo del Frejus, il cui Genio Alato personificherebbe Lucifero.
Sempre nella piazza si trova l’obelisco geodetico, coincidente col 45° parallelo, per gli esperti di magia centro delle potenze maligne cittadine.

 

 

A proposito di Satana, Palazzo Trucchi di Levaldigi, in via XX Settembre, è famoso per il portone del Diavolo; secondo una leggenda apparve la notte in cui un apprendista stregone invocò Satana, che per punirlo lo imprigionò per sempre al suo interno. Ad avvalorare la tesi il caso del Maggiore Melchiorre Du Perril, ritrovato murato fra le pareti vent’anni dopo la sua scomparsa. Nei sotterranei di Piazza Castello si troverebbero infine le Grotte Alchemiche, dove grandi alchimisti opererebbero su tempo e materia, influenzando passato, presente e futuro del mondo; a prova di ciò, la necropoli rinvenuta durante la costruzione della ferrovia.

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